TREMPU 2015

13.09.2015 14:49

 

TREMPU 2015

Il Novenario dedicato a Maria Ausiliatrice è situato in una località denominata “Trempu”, al confine con le campagne dei paesi di Fordongianus, Paulilatino e Ghilarza; esso è, dunque, l’unico Novenario ghilarzese a non affacciarsi sul lago Omodeo. 
In antichità pare che fosse sede di un tempio dedicato alla dea Madre; tesi supportata anche dalla presenza delle acque di un ruscello che, di fatto, divide in due parti il villaggio campestre. La porzione più a nord, la più antica ha come centro la chiesetta, ricostruita probabilmente sulle rovine dell’antico tempio, nel 1916, in piena guerra mondiale, fortemente voluta da un gruppo di ghilarzesi per impetrare dalla Vergine il ritorno dei loro congiunti dai fronti di guerra su cui erano stati chiamati a combattere.
 La chiesetta si affaccia su di una piazzetta basaltica che, purtroppo, oggi non gode più dell’ombra di un albero secolare, seccatosi di recente a causa di una malattia, innescata forse dalla sofferenza causata dal calore del disastroso incendio dell’agosto 2013.
All’ingresso del novenario e tutt’attorno alla piazza, su due differenti piani si trovano i più antichi “muristenes”, piccole ed essenziali abitazioni rurali. Dirimpetto, ma al di là della strada e del ruscello, sulle pendici di una piccola altura ci sono le case del nuovo insediamento. Sono delle piccole villette, disposte a semicerchio, ognuna col suo pezzetto di terra, rivolte verso la chiesetta. Le case sono immerse nella vegetazione, e un bosco di eucaliptus incornicia l’abitato. Peccato che l’incendio cui abbiamo già accennato abbia provocato dei danni  anche in questo settore.
Sebbene la festa di Maria Ausiliatrice cada il 24 maggio, la novena a Lei dedicata si svolge in Trempu nella prima quindicina di settembre, in coincidenza con la ricorrenza della natività di Maria, particolarmente venerata in Sardegna. Una piccola, graziosa statuetta di Maria Bambina fa bella mostra di se nella chiesetta di Trempu. Essa venne acquistata nel 1969 ad Ortisei, grazie all’interessamento della signorina Pietrina Medde e di altre pie signore ghilarzesi e costò la bella cifra di 33 mila lire.
I “novenanti”, dopo aver accuratamente preparato il novenario durante le settimane precedenti, si ritrovano in Parrocchia il giovedì precedente l’8 settembre, e dopo la Messa si recano in processione verso il villaggio campestre, distante dal paese una decina di chilometri. Il corteo è aperto dalla automobile che trasporta la Croce e le due “pandelas”raffiguranti la Madonna.
 Il  piccolo simulacro di Maria Ausiliatrice segue su un’altra macchina, riccamente addobbata. Poi viene tutto il corteo delle macchine dei novenanti a clacson spiegati, in segno di festa.
All’arrivo si svolge il primo momento comunitario della novena col riunirsi attorno alla Madonna per cantare  insieme sos “gosos” e augurarsi vicendevolmente “buona novena”.
Dal venerdì e per successivi nove giorni, in tarda serata si recita, generalmente all’aperto nella piazzetta, il santo Rosario e si celebra la Santa Messa in onore della Vergine Ausiliatrice a cui vengono innalzate delle preghiere in lingua sarda.
I 9 giorni sono caratterizzati anche da alcuni eventi particolari: il primo sabato le celebrazioni sono dedicate agli ammalati e agli anziani. Questa celebrazione è molto sentita sia dai novenanti che dai fedeli, che accompagnano volentieri i loro malati, non solo da Ghilarza ma anche da altri paesi del circondario.
La domenica mattina la Messa viene preceduta da una processione col simulacro della Vergine, che fa il giro di tutto il villaggio. Una analoga celebrazione viene fatta anche il giorno di Maria Bambina, ma di sera e  la processione si svolge dopo la Messa, quando è già calato il buio, alla luce delle fiaccole.
Questo rito è molto partecipato e quando il capo della processione si affaccia sulla piazzetta, la coda sta ancora attraversano il ponticello sul rio, suscitando commozione e buoni sentimenti.  
Inoltre in entrambi i sabati della novena il simulacro della Madonna viene portato di muristene in muristene, in quello che viene chiamato il “giro del Santo”, al canto dei gosos accompagnato dal suono della fisarmonica e ci si augura vicendevolmente: ”buona novena”, oppure: ”ad atteros annos”.
La novena si conclude la domenica mattina con la recita della preghiera de “sa dispedida” e il ritorno alla chiesa parrocchiale dove i novenanti cantano ancora i gosos e partecipano alla Messa delle 10,30.
Naturalmente accanto agli eventi religiosi ci sono anche i festeggiamenti civili, organizzati dal Comitato pro tempore, composto da un gruppo di volonterosi; festeggiamenti che contribuiscono ad accrescere il clima di festa e la coesione tra i novenanti.
La novena in onore di Maria Ausiliatrice, dunque, testimonia la profonda devozione alla Madonna che i novenanti e i numerosi pellegrini manifestano col partecipare, numerosi e devoti a tutte le preghiere e le funzioni religiose e, cosa che desta quasi meraviglia e consolazione, questa devozione si estende ad un nutrito gruppo di giovani, ragazzi e ragazze, che la perpetueranno nel tempo.
Il gruppo di giovani che ha scritto questo articolo si presta anche alla cura della chiesa, alla preparazione delle cerimonie, ai canti, anche dialettali, a portare il simulacro della Vergine in processione e quant’altro, rappresentando la speranza che la venerazione in questo luogo, sacro fin dalla più remota antichità, come non manca occasione di ribadire Don Italo, si estenderà anche agli anni futuri, per quanto bui possano oggi apparirci.


                                        O celeste Imperadora                       

Azzudu de sos Cristianos,

a Bois arziamos sas manos

o potente intercessora!