OMELIA DI DON MICHELE PER LE ESEQUIE DI UN NOSTRO FRATELLO

27.03.2018 17:08

 

         

 

Ancora un defunto nella nostra comunità, dove, anche quest'anno tanti nostri fratelli ci stanno lasciando, falciati da incidenti o da malattie.
La morte ha colpito il nostro fratello Luigi all'inizio della Settimana Santa e viene spontaneo l'accostamento tra la sua morte e quella di Gesù, che commemoreremo venerdì prossimo.
Meditiamo, dunque, seguendo il pensiero che il nostro parroco ha svolto nella omelia della Messa esequiale,

 

         "Accompagniamo e viviamo insieme il mistero della morte del nostro fratello Luigi, in questo tempo cosi importante e significativo per noi cristiani: la fine della quaresima e l’inizio della settimana santa. In questa settimana rivivremo insieme i misteri centrali e più importanti della nostra fede cristiana…quelli decisivi…quelli che sono capaci di ridare senso a momenti cosi difficili come quello della morte.

Questi giorni saremo chiamati a rivivere insieme il mistero del male e della morte che si è abbattuta in maniera violenta e drammatica su Gesù, ma anche su tutti coloro che amavano Gesù…perchè, lo sappiamo e sperimentiamo continuamente: la morte non tocca solo la persona interessata ma tutti coloro che per riflesso la vivono. Come la morte di Gesù ha coinvolto sua madre e i suoi più intimi amici, cosi la morte di Luigi tocca il cuore di tutti voi che lo avete amato in questa vita.

È difficile certamente per voi familiari vivere il mistero della morte di Luigi,è difficile perché il Signore questa settimana santa vi chiede qualcosa in più rispetto agli altri anni. Penso a te Michelina che per anni hai preparato l’altare della riposizione per il giovedi santo...quello che chiamiamo impropriamente sepolcro…quest’anno invece Gesù ti chiede di preparare un altare più impegnativo…. Sono però sicuro che poiché avete tanta fede, il dolore e la sofferenza per la vostra perdita è attenuata dalla certezza della risurrezione del Signore che a breve celebreremo, ma anche della partecipazione di Gesù al vostro dolore e della partecipazione  al mistero della croce e del dolore che Luigi ha vissuto in quest’ultimo periodo della sua vita .

La Settimana Santa  non è una semplice commemorazione, non è un susseguirsi di riti: è la meditazione del mistero di Gesù che continua nelle nostre vite. E se tutti gli avvenimenti che le diverse espressioni della liturgia e della tradizione richiamano in questi giorni alla memoria hanno come traguardo la Risurrezione, tuttavia il cammino verso questa meta passa attraverso il venerdi santo, che è sempre un momento di passaggio, una collocazione provvisoria, come diceva don Tonino Bello, che resta comunque, doloroso.

Tante volte mi sono chiesto se era necessario davvero per Gesù vivere questa morte in maniera cosi drammatica. Poteva salvarci attraverso una modalità più semplice…meno dolorosa magari.

Eppure Gesù decide di viverla cosi, perché la sua morte non è stata un incidente, ma un atto di volontà che Lui stesso ha voluto e verso il quale liberamente si è incamminato. Dopo la sua risurrezione dirà ai suoi, ancora increduli: “Bisognava che il Figlio dell’uomo fosse crocifisso...”. Bisognava: era necessario dice Gesù. Ecco perché nel momento più terribile della sua vita, quando inizia a provare tristezza e angoscia, vincerà la paura affermando che per quest’ora lui è venuto nel mondo. È venuto nel mondo per morire.

Gesù fa qualcosa di grande perché non semplicemente ci parla della morte, per spiegarcela…ma riconcilia con la sua passione la morte con la vita. In qualche modo egli la sperimenta in maniera cosi dolorosa per permettere a ciascuno di noi di affrontarla, e di viverla realmente insieme a lui. Può capire questa presenza di Gesù nel dolore solo chi da questo dolore è toccato in profondità.

La croce non è stata, da parte di Gesù, la scelta dell’eroe che vuol far vedere la sua bravura nel resistere, ma è stata la scelta di amare fino alla fine, fino alle estreme conseguenze, perché da quella sofferenza scaturisse una fontana di vita per tutti, per tutti gli uomnini, anche dopo di lui e oltre il suo tempo.

La fede in Cristo crocifisso-risorto, ci porta a “non gettare la spugna” quando la fatica di vivere si fa sentire. Gesù che è stato capace di salire sulla croce e  di rimanerci fino alla morte, pur avendo la possibilità di scendere. Lo ha fatto Lui e, insegna a farlo anche a noi.
La sofferenza rimane un mistero ed è un’esperienza che giustamente ogni persona rifiuta. La sofferenza da sola, senza l'esempio di Gesù, oscura la visione di Dio come buono e giusto, se non addirittura fa dire che Dio non esiste nemmeno.

Gesù ci aiuta a fare pace con la morte. Lui vuole tranquillizzare il nostro cuore proprio quando essa misteriosamente fa visita alle nostre famiglie.
Sarebbe bello che anche noi potessimo andare incontro ad essa come ha fatto Gesù, certamente con paura e angoscia, ma con la consapevolezza che caratterizzava gli ultimi momenti della sua vita terrena, in modo che anche noi possiamo esclamare con certezza: "per questo sono venuto nel mondo!" Anche Luigi per questo è venuto nel mondo. Siamo venuti nel mondo per morire. Questa è la realtà della nostra vita, ma la fede cristiana, la vittoria di Gesù sulla morte, ci permette di fare questa affermazione  non con rammarico, ma con gioia nel  cuore… la gioia di sapere che veniamo nel mondo per rinascere di nuovo. Che camminiamo verso questo mistero che non chiude niente ma spalanca una porta nuova della nostra vita verso la vera vita.

Affidiamo Luigi all'Amore divino e accompagnamolo insieme in questa sua ora cosi importante, perché passata la sofferenza che lui ha vissuto possa ora sperimentare pienamente la gioia della resurrezione che non ha mai fine".