OMAGGIO A PINUCCIA AGUS DA PARTE DELL'ASSOCIAZIONE "I GIRASOLI"

10.06.2017 18:35

Copertina del libro scritto da Pinuccia e presentato al pubblico ad aprile  del 2016

          Al termine della Messa esequiale della nostra compianta Pinuccia Agus una sua amica della Associazione dei "GIRASOLI" ha voluto renderle omaggio con queste parole:
Salutiamo Pinuccia con la preghiera del malato che lei stessa ha riportato alla fine del libro.

O Signore, la malattia ha bussato alla porta della mia vita,
mi ha sradicato dal mio lavoro
e mi ha trapiantato in un "Altro Mondo": il mondo dei malati.
Un'esperienza dura, Signore,
una realtà dura da accettare,
mi ha fatto toccare con mano la fragilità
e la precarietà della mia vita,
mi ha liberato di tante illusioni.
Ora guardo con occhi diversi: quello che ho e quello che sono
non mi appartiene, è un Tuo dono.
Ho scoperto cosa vuol dire "dipendere",
aver bisogno di tutto e di tutti,
non poter fare nulla da solo.

Dopo solo 30 giorni ci ritroviamo insieme per porgere l'ultimo saluto ad un'altra componente del Gruppo dei "GIRASOLI", nonchè nostra compaesana. Una donna, una mamma, una moglie, una figlia, un'amica, che dopo una lunga sofferenza ci ha lasciati.
Pinuccia era una persona molto allegra, cordiale, sensibile e nello stesso tempo molto riservata e riflessiva. Anche davanti alla malattia lei non faceva troppe domande, si affidava alle cure dei medici e soprattutto a Dio e ai Santi.
Pinuccia ha combattuto con grande forza, con dignità, con determinazione, con un'indiscutibile Speranza e con grande Coraggio. Anche nei momenti più bui, come un vero girasole ha sempre alzato la testa e ha cercato il sole, la luce e la forza per andare avanti, non ha mai smesso di credere nei miracoli, di risollevarsi e di ripartire, di vedere le sue fortune, di essere felicissima anche se aveva solo  e nuovamente il cancro in testa.
Questa malattia non le ha mai dato tregua, si ripresentava silenziosa, a volte senza sintomi e dopo i primi attimi di pianto, disperazione e smarrimento, la rassegnazione e l'accettazione, malgrado tutto, infine, il sorriso per rendere la vita il più normale possibile e cercare di fare il proprio dovere di mamma e di moglie.
Pinuccia aveva la consapevolezza di avere una malattia che non la abbandonava mai, ma anche la certezza che tante persone le volevano bene!
L'esperienza che lei ha sempre messo a servizio degli altri, possa essere di aiuto a tutte quelle persone che si trovano ad affrontare questo dramma.
Il coraggio di questa grande donna sia di esempio per tutti noi. Lei rimarrà vicinissima al nostro cuore più di quel KT2 che l'ha portata via dall'affetto della sua famiglia e di tutti noi.
In questo triste momento siamo vicini a Mario, Giovanni, Daniele, alla mamma Giovanna, al fratello, alla sorella e ai parenti tutti. Pinuccia sicuramente vi darà la forza di superare questo grande dolore.
I canti che il coro ha cantato durante la Messa esequiale sono le canzoni sacre che Pinuccia più amava. Siamo certi che anche lei da lassù ha cantato insieme a noi.