LA FESTA RELIGIOSA DI SAN MICHELE NEL SUO NOVENARIO DI GHILARZA

09.05.2017 23:28

 

 

 

 Celestiale cittadinu

In chelu estimadu tantu
Micheli Arcangelu santu
De sas almas capitanu.

 

<Il registro, scritto a mano, su duecento pagine (conservato nell'archivio parrocchiale di Ghilarza), riporta separatamente le due feste dell' 8 maggio e del 22 settembre>, con cui si onora, nella nostra comunità ghilarzese, l’Arcangelo san Michele>>.

Quest’anno la celebrazione dell’8 maggio è stata impreziosita dalla presenza dell’Arcivescovo di Oristano,Monsignor Ignazio Sanna.
Solo un’altra volta, nella storia del novenario, si registra la visita di un vescovo della Diocesi e bisogna tornare indietro di circa un secolo, quando appunto

<monsignor Ernesto Maria Piovella, nel corso della visita pastorale nella parrocchia, nei giorni 17, 18, 19 ottobre, dispose di accompagnare il simulacro di san Serafino, in partenza per la sua novena, unendo a questo un pellegrinaggio nei novenari di san Michele e di san Giovanni. Si dice che il vescovo dopo aver visitato la chiesa visitò pure tutti i muristenes, trattenendosi in quello del procuratore che gli riservò un lauto trattamento con caffè, dolci e vernaccia>.

Queste notizie storiche sono state tratte da un libro scritto dalla professoressa Mariangela Sanna, intitolato:”Il Novenario di san Michele a Ghilarza”, che costituisce il lavoro di “tesi”con cui Mariangela concludeva i suoi studi presso l’Istituto di Scienze Religiose di Oristano.

Monsignor Sanna è arrivato a san Michele intorno alle 10,30 e ha presieduto la piccola processione all’interno de “sa cortizza”, ha quindi concelebrato la Messa con don Michele, don Giuseppe e don Paolo Barale, messa preceduta dalla recita in lingua sarda di diverse preghiere che caratterizzano la novena. Nell’omelia l’arcivescovo ha spiegato la sua presenza col desiderio e anche la curiosità di partecipare ad una festa “tradizionale”, considerando la “tradizione” non come un’istituzione statica, ma da aggiornare sapientemente e creativamente, in modo che diventi capace di perpetuare i valori di sempre in circostanze che cambiano. Che poi è la situazione in cui si trovarono gli apostoli all’inizio della loro missione, quando dovettero confrontarsi con la “Legge” giudaica . Quando c’è un cambiamento ci sono delle difficoltà per il passaggio da un tipo di spiritualità ad un’altra. E questa è una difficoltà che anche oggi si incontra. Ci sono coloro che sono chiusi ad ogni cambiamento dicendo:”si è fatto sempre così”, così come la gran parte dei giudei sosteneva al tempo degli apostoli. In queste situazioni di rottura, di cambiamento, nel Vangelo compare sempre la figura dell’Angelo, così all’Annunciazione, così nel sogno di Giuseppe, così alla nascita di Gesù, così per la fuga in Egitto, così per l’annuncio della Risurrezione a Maria Maddalena. E’ sempre tramite un angelo che si annunciano le grandi novità e così egli ci aiuta a fare la volontà di Dio, anche quando noi dobbiamo cambiare stile, mentalità, anche quando dobbiamo cambiare la tradizione. L’angelo dunque ci accompagna sempre nei momenti difficili del cambiamento e così comprendiamo quanto sia importante la fiducia che noi dobbiamo avere negli angeli come nostre guide, come nostri accompagnatori…………… L’Arcivescovo, dopo aver esortato alla fratellanza con tutti, come Gesù invita a fare nel Vangelo laddove Egli invita ad entrare nel suo ovile, che ha la porta aperta, non ha potuto concludere l’omelia perché una signora ha avuto un malore che ha creato un certo scompiglio ed invitato ad abbreviare il discorso. Grazie a Dio la signora si è ripresa e la celebrazione è continuata senza problemi.
Ringraziamo Dio che ci ha concesso anche quest’anno di onorare l’Arcangelo san Michele e ringraziamo l’Arcivescovo che ci ha onorati della sua presenza e  don Michele a cui facciamo tanti auguri per la sua missione tra noi. Che possa essere per lunghissimi anni l’Angelo che ci accompagna nel nostro cammino di fede e di impegno cristiano.

                                   “Ateros Annos!” “Deus Cherzat”