LA FESTA DEGLI OTTANTENNI A GHILARZA

16.10.2016 13:22

               FESTA DEGLI OTTANTENNI a Ghilarza

 

     Domenica, 9 ottobre 2016, ci siamo ritrovati nella chiesa di San Giorgio, circondati da numerosi familiari. Il coetaneo Italo Schirra ha celebrato la Santa Messa. Ha iniziato con un ringraziamento  a Dio per averci dato tanto spazio nella vita; sprizzava gioia nel vedere i presenti sorridenti, anche se con qualche difficoltà.

Tutti hanno seguito con molta attenzione l’omelia, come il primo giorno di scuola.

Silenziosi e riflessivi abbiamo pregato oltre che per gli ottantenni presenti, anche per quelli impossibilitati e per coloro  che ci hanno lasciati. Abbiamo chiesto al Signore di concedere, ancora molti anni, a Don Italo perché ci sia guida nel pellegrinaggio terreno.

Dopo la consueta foto di gruppo, ci siamo incamminati a “Sas Mendulas”, “cun s’andera de processione”. L’entusiamo è aumentato durante il percorso vestito a festa dalle sfumature del verde intenso della macchia mediterranea. I lucidi prati amalianti emanavano il profumo dell’autunno ormai maturo, accompagnato, talvolta, dal canto degli uccelli. Mentre i raggi si piegavano sotto il peso silente creavano immagini e figure mitiche. Il clima conviviale ha lasciato spazio allo scambio delle esperienze vissute. Onde evitare che la partecipazione a questa meravigliosa giornata si disperdesse nel tempo è stata consegnata una poesia composta per l’occasione.

Giovanni Antioco Mura

     Fedales de su ’36

 

Amentande istasones e recreos

de vida colada teninde contu,

benit disizu de zare un’acontu

poninde a banda tristura e anneos.

 

Bivinde tempus ricu de impreos

coros siant amigos chena afrontu,

e cun discantzu totu agatent prontu

in dies chi minetant isacheos.

 

Sighimos ordinzau firmamentu

chi mezoret sas dies seghestadas

po torrare custu mundu in assentu.

 

Mancari caminande a passu lentu

atraessemus connotas ficadas

chi nos preparent atopu a sos chentu.

 

     Coetanei del ‘36

Ricordando stagioni e giorni lieti, tenendo conto della vita trascorsa, viene desiderio di dare un acconto, lasciando da parte tristezza e dispiaceri.

Vivendo tempi ricchi di impegni, i cuori siano amici senza offesa, e agevolmente trovino tutto pronto in giorni che minacciano sventure.

Seguiamo ordinato firmamento che migliori i giorni danneggiati per riportare ordine in questo mondo.

Anche se camminando lentamente attraverseremo strade conosciute che ci preparino un ritrovo ai cento.

                                               Giovanni Antioco Mura

Ghilarza, 9 ottobre 2016