INGRESSO IN PARROCCHIA DI DON MICHELE SAU

21.09.2015 10:24

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    Domenica 20 settembre ha fatto il suo ingresso nella Parrocchia M.V.Immacolata di Ghilarza il nuovo Parroco don Michele Sau.
Quando ci venne comunicato il nome del parroco designato, in seguito al decesso di don Salvatore, avvenuto l’8 giugno del 2015,  fummo contenti, perché di don Michele sapevamo che era giovane, entusiasta, preparato, capace e che svolgeva in Diocesi compiti importanti e delicati: Segretario particolare dell’Arcivescovo, Rettore del Seminario, responsabile della Pastorale giovanile, ecc.
Oggi egli è finalmente arrivato, con passo elastico e veloce, il sorriso sulle labbra e la battuta pronta. Ha destato in tutti i presenti, ed erano veramente tanti, un’ ottima impressione.
L’accoglienza è iniziata nella chiesa di san Palmerio, dove don Italo, i confratelli e i ministranti si sono radunati per salutarlo ed accompagnarlo in processione, alla chiesa parrocchiale. Sul sagrato della chiesa erano ad attenderlo l’Arcivescovo, il Nunzio ghilarzese, Monsignor Mario Cassari, il vicario foraneo don Mario Cuscusa,  sacerdoti, convenuti in Ghilarza da tante parti della Sardegna e tutti i seminaristi di Oristano.
L’Arcivescovo ha porto a don Michele  il secchiello dell’Acqua benedetta e l’aspersorio, con cui egli si è segnato, e una chiave simbolica, poi in processione il corteo si è inoltrato nella chiesa, traboccante di fedeli plaudenti, che sono stati aspersi con l’acqua santa , finché, raggiunto l’altare tutto il clero si è recato in sagrestia ad indossare i sacri paramenti, mentre il coro parrocchiale eseguiva un canto benaugurale.
Ha avuto inizio la Messa, concelebrata dall’Arcivescovo, da Monsignor Cassari, da don Mario Cuscusa e da tantissimi sacerdoti, amici di don Michele. Al rito di introduzione ha fatto seguito la lettura, da parte di don Mario, della Bolla arcivescovile con cui don Michele Sau viene nominato parroco della parrocchia M.V.Immacolata di Ghilarza con tutti i diritti e i doveri che tale nomina comporta.
Ha fatto seguito il discorso di benvenuto del Sindaco di Ghilarza, coetaneo di Don Michele, che per primo ha ricordato don Salvatore, che certamente dal paradiso guarda al suo successore sorridendo compiaciuto e poi ha ringraziato di cuore don Italo per il lavoro svolto in parrocchia durante questi lunghi mesi. Un lunghissimo applauso ha fatto seguito alle sue parole. Il sindaco ha poi auspicato una fattiva collaborazione tra il neo parroco e le autorità comunali per migliorare le tante situazioni di povertà spirituale e materiale che esistono nel paese.
Al discorso del sindaco ha fatto seguito il benvenuto da parte di una rappresentante della Comunità parrocchiale che ha auspicato di continuare il cammino insieme a don Michele per edificare il Regno di Dio già su questa terra, guidati dalla Parola, nutriti dall’Eucarestia, accompagnati dalla grazia dello Spirito Santo e dalle preghiere di don Salvatore, che sicuramente ci guarda dal cielo. Ha poi annunciato che, a nome di tutta la comunità, il poeta ghilarzese Giovanni Mura gli ha dedicato una poesia.
Siccome egli non può salire a portargliela a causa della sua infermità, a questo punto don Michele è sceso dall’altare, accompagnato da don Italo e si è recato da Giovanni Mura, che sedeva sulla carrozzina, lo ha abbracciato e ringraziato.
Infine ha fatto il discorso di benvenuto un sacerdote della Diocesi, nella persona di don Italo, il quale è molto attento ai gesti simbolici. Ha quindi rimarcato che segnandosi con l’acqua benedetta all’ingresso della Chiesa don Michele ha assunto la fisionomia di Gesù. La consegna della chiave della chiesa ha simboleggiato la consegna della chiave dei nostri cuori, perché la chiesa siamo noi e quindi egli non solo ha assunto la fisionomia di Cristo ma anche la responsabilità della Comunità a cui deve mostrare il volto di Gesù, il volto del sorriso, della accoglienza, della disponibilità, il vivere insieme con la Comunità che è la famiglia di Gesù e quindi la nostra famiglia. Il sacerdote deve essere al servizio totale, umile, come faceva Gesù. “Questo è quanto la comunità vuole da te: essere la tua famiglia, che è la famiglia di Gesù”.
Terminati i discorsi di benvenuto è continuata la celebrazione della Messa, animata dai bei canti del coro e con le Letture eseguite da appartenenti alle varie Associazioni parrocchiali.
All’Omelia l’Arcivescovo affida alla comunità don Michele, che è stato il primo sacerdote che egli ha ordinato in diocesi e il suo primo segretario e che ora inizia il nuovo cammino sicuramente con l’aiuto e la preghiera di tutti i fedeli. Egli ricorda don Salvatore, la cui presenza ancora si sente tra noi con la sua preghiera dal cielo e accompagnerà don Michele nel cammino insieme a noi. L’Arcivescovo auspica per don Michele una terna di doni da parte dello Spirito: il dono della Sapienza, il dono della Conoscenza e il dono del Servizio. La Sapienza, se usata al servizio del Bene e non del male, crea Comunione. Abbiamo tanto bisogno di solidarietà e della Sapienza, dono dello Spirito, che ci insegna a camminare insieme, a pregare insieme, a vivere insieme
La  Conoscenza, che è difficile da conquistare, come dimostra il brano di Vangelo odierno, laddove i discepoli dimostrano, alla conclusione della vita di Gesù, di non aver capito nulla del suo insegnamento, ma di ambire al potere e ai beni terreni. Si può venire in chiesa, si possono fare tante Comunioni, ma non capire niente di Gesù. Per questo occorre fare una profonda esperienza di Cristo; chi incontra veramente Gesù sa che può fidarsi di Lui e sa dove poggiare la sua vita e il suo futuro. Questo è il dono che dobbiamo augurare al sacerdote: che ci porti a fare la profonda esperienza di Cristo, che ci sappia essere di conforto anche nel momento del lutto, nel momento del dolore.
Il dono del Servizio, che è quello che rende capaci di creare condivisione, reciprocità, spirito di fede, vicinanza in tutte le circostanze della vita. Servire vuol dire capire che non siamo da soli. Il dono della Fede, se lo comprendiamo nella sua importanza non possiamo non condividerlo, e questo è il più grande servizio che dobbiamo fare agli altri. Creare una vita di fede che genera Speranza e futuro, specie a color che soffrono, perché loro sono i primi che percepiscono se noi crediamo e amiamo veramente o se facciamo soltanto finta.
Siano questi i doni che imploriamo insieme con la preghiera per don Michele perché la Comunità cresca con lui e lui con la Comunità.
All’Offertorio i doni vengono portati da tre persone portatrici di diversi handicap, da alcuni giovani e da una famiglia di cinque persone, in attesa del quinto componente. Persone scelte a rappresentare simbolicamente coloro ai quali va soprattutto indirizzata l’opera del sacerdote, sull’esempio di Gesù.
Col proseguo della Messa abbiamo  pregato di cuore per don Michele e ci auguriamo che tutti gli auspici vadano a buon fine.  
Alla fine della celebrazione don Michele ha rivolto il suo discorso di ringraziamento per l’accoglienza  ricevuta e ha promesso che cercherà, coll’aiuto di tutti, di mettere in pratica tutto ciò che gli è stato augurato e che la comunità si aspetta da lui, cercando di creare un rapporto di comunione, di reciprocità, anche con le immancabili critiche, ma che siano fatte de visu e con carità e spirito costruttivo.

Dopo la festa in chiesa c’è stata la festa nel piazzale, dove si sono potuti gustare cibi salati e dolci, amorevolmente preparati dalle signore della comunità.
 La festa si è prolungata fino a tardi in amicizia,  tra canti e suoni di fisarmonica.

Da domani inizia la Missione.
Caro don Michele che sia ricca di frutti e che la vita ti sorrida, del sorriso di Cristo e…..anche del nostro.