INCONTRO DEI CATECHISTI DELLA FORANIA NELLA PARROCCHIA DI GHILARZA

12.11.2015 20:56

Lodate il Signore perché è buono: *
eterna è la sua misericordia.
(Salmo 135, 1-9) 

Giovedì 12 nov. si è svolto nel salone parrocchiale di Ghilarza un incontro dei catechisti della Forania. Presenti un buon  numero di catechisti, don Mario Cuscusa, don Michele Sau e don Paolo Contini, che ha esposto il Tema: “ L’ ANNO DELLA MISERICORDIA NELLA CATECHESI”.
Altri incontri seguiranno in data da stabilirsi.
<<" L’anno della Misericordia”. Per capire il senso di quest’ anno dobbiamo andare anche a leggere il senso di tutto quello che di negativo  sta succedendo nella Chiesa in questi ultimi tempi. Papa Francesco ha ben compreso che l’unica via per uscire da questa situazione incresciosa è la via della Misericordia, che non vuol dire mettere tutto nel dimenticatoio, ma richiamarci a quello che è l’atteggiamento di Dio nei nostri confronti, ovvero l’atteggiamento del  ” Dio misericordioso”, tanto che la Bolla di indizione dell’anno è intitolata appunto ” Misericordiae Vultus”, il volto della misericordia.
Se vogliamo scoprire il volto della misericordia  noi non possiamo che andare al volto di Dio.
 Vedremo ciò che il Papa vuole indicarci come itinerario e poi prenderemo in considerazione  degli strumenti utili per la catechesi, onde cercare di tradurre in pratica alcuni insegnamenti di questo anno.
La parola Misericordia, nel suo significato etimologico, significa un cuore vicino al misero. Il cuore vicino al misero è prima di tutto quello di Dio, che sta vicino alla miseria dell’uomo prima e dopo Cristo, e quindi anche nella Chiesa di oggi. Per mettere in pratica la Misericordia  dobbiamo metterci in contemplazione del volto di Dio, cioè metterci davanti al Signore e guardarci con gli occhi con cui ci guarda Lui.
 Papa Francesco ha fissato come inizio dell’anno della Misericordia l’8 dic. , festa dell’Immacolata concezione di Maria, cioè l’inizio della storia della Salvezza, che è dono gratuito della misericordia di Dio nei confronti della umanità che gli si era ribellata. Dio prepara la strada per l’incarnazione del suo Figlio. Quindi la festa dell’Immacolata ci ricorda questo progetto di Dio che vuole avere il cuore vicino alla nostra miseria.
Ancora il Papa ci ricorda che tutta la Sacra Scrittura è intrisa del concetto della misericordia. Vedi il Salmo 135, 1-9 che ripete la parola Misericordia per farci ben assimilare il concetto che la misericordia di Dio è eterna e deve entrarci nel cuore.
La Chiesa ha la missione di annunciarla e noi siamo chiamati a esserne testimoni avendo in noi gli stessi sentimenti di Gesù. Quindi è nostro preciso dovere essere misericordiosi come il Padre nostro che è nei cieli ed essere testimoni della misericordia e missionari di essa là dove noi siamo.
 Il Papa indica il percorso classico di tutti gli anni giubilari ovvero il Pellegrinaggio, ma non come una gita verso Roma, ma nelle proprie Diocesi, dove verranno aperte tante  Porte Sante, con la finalità di essere un percorso interiore, simboleggiato dal nostro muoverci verso la Mensa eucaristica. Il Pellegrinaggio ha un senso spirituale forte perché indica che si devono lasciare le proprie certezze per andare verso una meta.
E allora il pellegrinaggio  ci ricordi che nessuno di noi possiede la meta, ma dobbiamo andare verso di essa, conquistarla incamminandoci verso la sua fonte, Dio misericordioso, per poi portarla al mondo.
 La chiesa ha parlato della Misericordia divina  in tutte le epoche ; basti pensare alle “opere di Misericordia corporali e spirituali, elencate nel catechismo di Pio X. Cosa significano  oggi per noi ? Per esempio: renderci conto che ci sono persone che non sanno quando potranno mangiare. La consapevolezza che esistono le povertà estreme  e l’attuazione di stili di vita morigerati e di rispetto verso il creato, in maniera che le situazioni di povertà estrema possano cessare. Per esempio: accogliere i forestieri.  E qui si apre una piaga che ci sarebbe da piangere perché in questo campo ci siamo irrigiditi. E’ vero che la situazione è particolare e molto difficile però dovremmo uscire da certe nostre filosofie: -questi vengono qui perché ci vogliono rubare il lavoro-. Ma certamente affrontare un viaggio che espone se stessi e la propria famiglia alla morte non lo si fa per motivi banali. Ma spesso, nemmeno in questi casi noi  riusciamo ad avere uno sguardo misericordioso.
In quanto a  visitare gli ammalati, qui la situazione è diversa; ma dove gli ammalati non sono assistiti questa è una grande opera di misericordia corporale. Visitare i carcerati vuol dire di avere uno sguardo di misericordia; cioè non giudicare ma avere il cuore vicino alla miseria del recluso. Consigliare i dubbiosi, cioè supportare chi può avere più difficoltà di altri nel proprio cammino esistenziale; insegnare agli ignoranti potrebbe voler dire non  schernire chi è ignorante ma illuminarlo. Perdonare le offese ricevute è fuori dalle nostre logiche e riuscirci vuol dire entrare proprio nel cuore di Dio e così pure sopportare le persone moleste.
Papa  Francesco lancia l’iniziativa dei missionari della misericordia. Da una parte sono dei sacerdoti che hanno la missione delle confessioni, per perdonare determinati peccati, ma dall’altra tutti noi siamo chiamati a esserne missionari ;ancora,  egli ci presenta La grande icona di Maria, la Misericordiosa per eccellenza. C’è un aspetto della sua vita che ci ricorda che è colei che vive la misericordia nel vero senso della parola ed è nel cenacolo dopo la morte di Gesù , dove lei sta con gli apostoli i quali avevano tradito Gesù, detto di non conoscerlo, fuggiti tutti, salvo Giovanni. Pensate, voi che siete mamme,  rimanere in compagnia di coloro che hanno tradito tuo figlio e abbandonato quando sta per morire. Lei resta con gli apostoli disorientati e dà loro forza e unione perché è colei che ha nel suo cuore più di tutti, la Misericordia di Dio.
Per aiutare sono stati consigliati degli strumenti lungo l’anno: preghiera, pellegrinaggio ,Messa quotidiana e, come strumento  straordinario l’ “Indulgenza Plenaria” che è una circostanza grande di misericordia. Dono di Dio grandissimo, gratuito  che ricompone nella grazia come il giorno del nostro Battesimo, togliendoci anche la traccia dei peccati commessi. Dono grande che ci dice la generosità di Dio, che quando c’è da perdonare non bada a spese.

In ausilio dei catechisti su questo tema sono state pubblicate tante opere, anche su internet. Editorialmente ci sono tanti strumenti. Uno è: “ COME IO HO AMATO VOI. VIVERE LA MISERICORDIA”. Itinerari catechistici attraverso i quali vengono dati dei quadri di alcuni personaggi: il buon samaritano, Maria di Nazaret, Zaccheo, Pietro e Giuda, Maria di Magdala e, ultimo, il Figlio prodigo. I brani vengono proposti attraverso uno schema semplice: ” C’éposta per te”: lettera ai lettori dei personaggi suddetti ,che descrivono la loro esperienza di vigliaccheria, incapacità di seguire le strade intraprese, ecc .
“Dinamica di gruppo” per verificare quanto quegli aspetti siano di tutti noi che operiamo malamente pur  desiderando il bene di seguire Gesù. Dentro di noi c’è la miseria ma anche il desiderio di buono, e le dinamiche di gruppo hanno lo scopo di svelare i nostri buoni desideri e di aiutarci ad attuarli.
” Attività musicali”, con canzoni che hanno tematiche sociali che pongono degli interrogativi.
 Nel libro si insegna anche che bisogna imparare a porci a tu per tu con Dio. Per imparare la misericordia dobbiamo metterci in relazione con Dio e considerare quanta misericordia deve avere Lui con noi.
Ultimo passo è uscire per incontrare gli altri. Dalle celebrazioni si deve passare a diventare missionari  e testimoni della misericordia di Dio.
Nella fattispecie in esame: Il catechista che non è misericordioso è pregato di fare altro.
 Il catechista deve essere misericordioso e dedicarsi proprio a quelli che si comportano peggio. Ci vuole Misericordia  per comprendere il motivo dei comportamenti cattivi, che può essere molteplice. Il passo del catechista deve essere  quello della misericordia.  Passo agile che dopo l’inciampo riparte, di nuovo agile, allegro, sereno.
Il misericordioso è colui che ha capito come Dio ci guarda. E come ci guarda Dio? Come un genitore buono guarda il  figlio piccolo.  Non si accorge nemmeno delle offese perché il suo amore supera la piccolezza del bimbo. Dio ci guarda come se  non esistesse nessun peccato che sia più grande della sua Misericordia.
In ultima analisi, cosa è l’Anno della Misericordia? E’ imparare a guardare con gli occhi di Dio; e quale é il ruolo delle catechiste?: Guardare con gli occhi di Dio i ragazzi loro affidati.
“Catechiste,  questi sono i ragazzi di adesso e questi dovete guardare con sguardo amorevole,con lo sguardo di Dio e questo è il primo modo in cui potete  tradurre concretamente l’anno della Misericordia nella catechesi che farete”>>.
Alla presentazione di don Paolo ha fatto seguito la discussione da parte dei presenti.

                                                                                                                             Maria Palmas