IN MEMORIA DI "MENA"

21.12.2017 16:06

La nostra Comunità parrocchiale ha dato oggi l'ultimo saluto a Mena, che era "Focolarina" e frequentava il Gruppo dei "Girasoli".
Vogliamo pubblicare quanto don Michele ha detto nell'omelia e il saluto di Maria Lucia dei "Girasoli".
Dall'omelia di don Michele, Parroco di Ghilarza:

          "Ho un solo sposo sulla terra: Gesù abbandonato. Non ho altro Dio fuori di Lui. In Lui è tutto il Paradiso con la Trinità e tutta la terra con l'Umanità. Perciò il suo è mio e null'altro. E suo è il dolore universale e quindi mio.

Andrò per il mondo cercandoLo in ogni attimo della mia vita. Ciò che mi fa male è mio. Mio il dolore che mi sfiora nel presente. Mio il dolore delle anime accanto ( é quello il mio Gesù). Mio tutto ciò che non è pace, gaudio, bello, amabile, sereno.... in una parola: ciò che non è il Paradiso.  Poichè anche io ho il mio Paradiso, ma è quello nel cuore dello Sposo mio. Non ne conosco altri.

Così per gli anni che mi rimangono: assetata di dolori, di angosce, di disperazioni, di malinconie, di distacchi, di esilio, di abbandoni, di strazi, di.....tutto ciò che è lui e lui è il peccato, l'inferno.

Così prosciugherò l'acqua della tribolazione in molti cuori vicini e - per la comunione con lo Sposo mio onnipotente - lontani.

Passerò come fuoco che consuma ciò che ha da cadere e lascia in piedi solo la Verità. Ma occorre esser come Lui: esser Lui nel momento presente della vita".

          Sono le parole di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei focolari che mi piace rileggere qui ed ora. Per voi e per te, Mena.

Si, perchè nella tua vita, segnata da tanto dolore e da tanto amore, tu hai fatto una scelta. Una scelta libera, come è libero un abbraccio che diamo alla persona che più amiamo al mondo. Hai scelto, una volta e per sempre, un compagno per la tua vita: Tonino Ma hai fatto una scelta ancor più radicale, più interiore, più profonda: Gesù crocifisso e abbandonato.

L'hai scelto con quello slancio del cuore di chi ha trovato nella vita la perla preziosa e per essa vende tutto e si lancia in un'avventura che non sa come e dove si concluderà. Hai scelto questo Sposo che è certo fedele, ma esigente.....

Una volta, a casa tua, mi hai confidato: "io amo Gesù abbandonato, ma quanto fatica nel riconoscerlo, abbracciarlo e risceglierlo, quando si presenta in mille volti così terribilmente brutti e difficili da abbracciare".

Avevi ragione, cara Mena....Gesù crocifisso e abbandonato non è sempre quello splendore che vorremmo come sposo, non è sempre la pienezza della gioia, non è sempre la pace che desideriamo; piuttosto è tutto il contrario: spesso è il distacco, la malattia, la malinconia, la divisione, la morte.

Eppure...lo so, perchè come l'ho sperimentato io, così lo hai sperimentato tu e tanti qui, in mezzo a noi....questo abbraccio, che a volte sa di sangue e lacrime, quando è fatto fino in fondo, con tutto il cuore, produce inspiegabilmente, una gioia non facilmente comprensibile...una gioia intima, piena, che porta con se tutti i doni del Risorto....

Esattamente qualche giorno fa mi hai confidato che Gesù abbandonato si era presentato di nuovo a te con il vecchio, ma sempre nuovo, volto del tumore....Io ti ho detto che tu sei forte e che avresti vinto anche questa battaglia perchè hai fede e Gesù, anche se a volte ci fa questi scherzi di amore, in realtà fa sempre le cose bene.
Mi hai guardato sospirando, sapendo che forse ci voleva un surplus di fede per questo nuovo abbraccio.
Ma io sono certo che pure nel dolore e nella piccola ribellione umana, che il nostro cuore sperimenta in questi casi, alla fine hai detto "SI".
E gli hai detto un si così deciso e sicuro che questo Sposo non ha esitato ad abbracciarti una volta per tutte e a portarti con sè per trasformare per sempre ogni dolore in gioia e ogni tenebra in luce.

Ora, cara Mena, tu vedi le cose chiare, da lassù e sicuramente riesci a vedere quello che per noi è ancora Mistero. Per questo siamo qui per chiederti un surplus di fede affinché noi possiamo abbracciare questo Gesù abbandonato, che bussa alla porta del nostro cuore, di quella di Tonino, di Sara e Davide.
Vorrei chiederti tante cose, adesso che sono certo che sei in Paradiso. Prima di tutto la pace profonda per Tonino e per i tuoi figli, perchè questa che ai nostri occhi sembra una tragedia difficilmente comprensibile, con questo surplus di fede diventi certezza di un progetto buono e grande di Dio.

Siamo a pochi giorni dal Natale e sicuramente tu in questo mese ti sei preparata, meditando la Parola e facendo tuo quell' "Eccomi" che hai contemplato dire a Maria. Allora rallegrati adesso, Mena, perchè facendo tuo quell'eccomi e rivivendo l'esperienza di Maria ora puoi verificare che Dio fa cose grandi, e a Lui tutto é possibile.

Per questo, nonostante il dolore che la tua perdita suscita nella tua famiglia e nella nostra comunità la tua partenza profuma di Paradiso, perchè sono certo che a forza di abbracci a questo Gesù abbandonato, adesso che hai chiuso gli occhi a questo mondo, questo Sposo ti ha abbracciato, Lui finalmente chiamandoti, come abbiamo sentito nelle parole del cantico della Liturgia di oggi:

"Alzati amica mia bella e vieni! Perchè, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'é andata! I fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto é tornato! Alzati, amica mia bella, e vieni!"

Ciao Mena. Arrivederci!

 

AL TERMINE DELLA MESSA ESEQUIALE IL SALUTO DI MARIA LUCIA DEI GIRASOLI:

         Vogliamo salutare Mena, ricordando le sue parole pronunciate a casa sua un mese fa circa in un incontro col Gruppo dei Girasoli:

"Dobbiamo stare uniti, dobbiamo incoraggiarci e sostenerci a vicenda. Non dimentichiamoci che questo è lo scopo del nostro Gruppo".
Quel gruppo che lei frequentava assiduamente tra mille difficoltà, quel gruppo in cui credeva tanto, quel gruppo che ha condiviso con lei momenti di apprensione e sconforto, ma anche momenti di serenità e di svago.
Oggi ci ritroviamo qui insieme e numerosi a porgere l'ultimo saluto a questa donna, moglie, madre e amica, che in tutti questi anni non si è fatta abbattere o annientare dalle malattie gravi e invalidanti, da questa esperienza dura, da una realtà difficile da accettare. Lei con caparbietà, coraggio e determinazione, le ha combattute ed affrontate con il sorriso, con serenità, senza arrendersi, anche quando le forze venivano a mancare.
"Mi sono affidata al Signore -- disse in uno dei nostri incontri -- non ho paura di soffrire, spero solo che Lui dia la forza a me e alla mia famiglia, per andare avanti. Anche se non è facile dico sempre:Signore sia fatta la tua volontà".
Anche quando parlava del marito diceva: "so di avere un buon sostegno, so che posso contare su di lui". Perchè, anche se non si è mai arresa, sapeva di aver bisogno di tutto e di tutti.
La sua grande fede, il suo carattere positivo, la sua umiltà e la sua voglia di esserci, hanno fatto di lei una persona forte e singolare.
Noi la vogliamo ricordare così, come un girasole, che nonostante la fragilità del suo stelo, fiera e tenace, ha sempre sollevato lo sguardo verso il sole.
Mena se n'è andata per una tragica e assurda fatalità, lasciando la sua famiglia e tutti noi nell'incredulità e nello sconforto.
Siamo vicini a Tonino, Davide, Sara e familiari tutti, certi che Mena da lassù veglierà su di loro e su tutti noi.