IL FUOCO CHE DISTRUGGE E LA SOLIDARIETA' CRISTIANA NELLA PARROCCHIA DI GHILARZA

11.08.2013 09:36

 

 


IL FUOCO NON E'UNO SPETTACOLO DA FOTOGRAFARE : E' CIO' CHE RESTA DOPO.

L'INCENDIO DEL 7 AGOSTO 2013

 

Il 7 agosto è stata una giornata infausta per tutta la Sardegna e per il nostro territorio.

Il clima torrido dei primi giorni di agosto, l'incuria degli uomini, forse la delinquenza, e tanti altri motivi, anche difficili da analizzare e valutare, hanno fatto si che si scatenasse l'inferno.

Il cielo del  primo pomeriggio si è oscurato, quasi stesse per arrivare la pioggia, ma non erano nuvole, era fumo, che portava sull'abitato l'acre odore della vegetazione che brucia e in breve il rombo dei Canadair gialli, che passavano a quote bassissime, degli elitankers, le sirene dei vigili del fuoco, delle ambulanze, delle forze dell'ordine hanno trasformato un rovente pomeriggio estivo in un pomeriggio di guerra e fatto comprendere a tutti la gravità di ciò che stava succedendo nelle nostre campagne.

Durante tutta la notte il bagliore del fuoco ha continuato ad illuminarci e ad angosciarci e la mattina dell'8 ancora l'incendio non era completamente domato e si facevano i primi bilanci: feriti gravi, animali periti negli incendi, fattorie completamente distrutte, ettari ed ettari trasformati in cenere, che il vento trasportava sull'abitato in una triste nevicata che ricopriva tutto.

I particolari di cronaca sono su tutti i media. A noi, don Salvatore e Comunità parrocchiale di Ghilarza, interessa, con questo articolo, far sentire la vicinanza a tutti coloro che sono stati danneggiati e recar loro conforto e consolazione, alla luce della Fede , della Speranza e della Carità cristiane.

Prendendo spunto dalle Letture di questa Domenica don Salvatore  ci dice nell'omelia:

<  I beni possono finire da un momento all'altro, trasformandosi in cenere.

L'elemosina, dice il vangelo di Luca, è l'atto di chi è fondato in Dio perché solo in questo modo gli altri possono essere percepiti fratelli. Senza la fede la misericordia non esiste e chi la pratica viene considerato un pazzo. Eppure il vangelo di Luca individua nella misericordia e nell’aiuto reciproco l'obiettivo più importante: «Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro nei cieli». Sapremo dare, in questo momento cosi particolare e triste per la nostra comunità, prova di solidarietà, di condivisione, di fraterno, concreto aiuto, verso coloro che lo scellerato e iniquo incendio dei giorni scorsi ha colpito cosi duramente?  La nostra vita è viva se è passione per il bene possibile, per l'amore possibile, per un mondo migliore  possibile>>.

Per dare una mano concretamente a coloro che nell'incendio hanno perso i beni da cui traevano il sostentamento la Parrocchia, tramite la Caritas parrocchiale, indice una raccolta fondi, il cui ricavato verrà consegnato alle famiglie in difficoltà per le conseguenze dell'incendio.

Don Salvatore invita a consegnare quanto è possibile in busta chiusa e in maniera anonima, alle suore del Cottolengo.  Invita anche a farsi prossimo con altri atti concreti, magari lavorando gratuitamente alla bonifica dei terreni danneggiati dal fuoco o dando gratuitamente degli animali, per permettere a chi ha perso il gregge di ricominciare.

Atti tutti concreti che testimoniano l'amore per i fratelli in difficoltà.

A suo tempo verrà dato conto, sulle pagine di questo sito web, del ricavato della sottoscrizione e della sua destinazione.