EL CAMINO DE SANTIAGO E IL CAMMINARE DI DON MICHELE

17.08.2016 09:09

 Martedì 16 agosto 2016 il nostro Parroco don Michele è partito di buon mattino per raggiungere l'aeroporto di Bergamo da dove poi ha preso un altro aereo che l'ha portato all'aeroporto di Lourdes, prima tappa del suo viaggio verso il famoso Santuario spagnolo di Santiago de Compostela.
Per comprendere il perchè del viaggio è necessario conoscere la storia di questo sito, Patrimonio dell'Umanità secondo l'UNESCO, e del Pellegrinaggio che attraverso diverse vie, vi si compie fin dall'alto Medio Evo, per raggiungerlo:

    Secondo la tradizione cristiana, San Giacomo il "Maggiore" arriva nella penisola iberica dopo la morte di Gesú, quando gli Apostoli si spargono per il mondo a predicarne la Parola. Poi ritorna in Palestina dove inconta il martirio con la morte per decapitazione, ad opera di Erode Agrippa..
La leggenda racconta che i suoi fedeli discepoli imbarcarono il corpo decapitato dell'Apostolo su una nave senza equipaggio ma che, guidata da un angelo, raggiunse le coste della Galizia.Dopo varie vicissitudini, il Santo fu seppellito in un luogo di cui si perse il ricordo.

 Ma, nell'anno 813, la tradizione dice che un eremita di nome Payo, diminutivo di Pelayo (Pelagio), venisse attirato da alcune strane luci a forma di stella sul monte Libredòn dove esistevano antiche fortificazioni (probabilmente di un antico villaggio celtico). Il vescovo Teodomiro, interessato dallo strano fenomeno, scoprì in quel luogo una tomba che conteneva tre corpi, uno dei tre aveva la testa mozzata ed una scritta: "Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé". Alfonso II, re delle Asturie e della Galizia, ordinò la costruzione sul posto di un tempio, ove i monaci benedettini nell'893 fissarono la loro residenza. Iniziarono così i primi pellegrinaggi alla tomba dell'apostolo, dapprima dalle Asturie e dalla Galizia poi da tutta l'Europa. Venne così fondato il Santuario di Santiago di Compostela, divenuto in seguito Cattedrale e poi Basilica minore.
Ricapitolando: il nome della città deriva quindi dal termine San Giacomo (in spagnolo Jago) e da Campo della Stella, per via del ritrovamento della tomba grazie alla luce delle stelle che ne indicava il luogo.

Diventato patrono dei cristiani iberici, Santiago fu accreditato da parte di vari devoti di attiva partecipazione a cruenti fatti d'arme contro i musulmani di al-Andalus che attaccavano i pellegrini diretti al sepolcro del santo che, biancovestito, avrebbe ucciso di sua mano non pochi "infedeli". Da qui il soprannome (rimasto poi nella storia del Cristianesimo spagnolo) di Santiago Matamoros: san Giacomo uccisore di Mori.
Già nel IX secolo la sede di Santiago era di gran lunga la più prestigiosa della Cristianità iberica e l'autorevolezza del responso del vescovo di Santiago era seconda solo a quella
papale di Roma e il suo pellegrinaggio il terzo di tutta la Cristianità, dopo Gerusalemme e Roma.

Santiago di Compostela fu distrutta nel 997 dall'esercito musulmano di Almanzor e poi ricostruita da Bermudo II. Ma fu il vescovo Diego Xelmírez ad iniziare la trasformazione della città in luogo di culto e pellegrinaggio, facendo terminare la costruzione della Cattedrale iniziata nel 1075  e arricchendola con varie reliquie.

Tra squilibri sociali che ostacolarono lo sviluppo economico della città e la scoperta dell'America, che concentrò i commerci al Sud della Spagna, Santiago di Compostela conobbe un lungo periodo d'ombra. Nel XVI secolo fu inaugurata l'Università che le diede grande impulso intellettuale; dal XVII e XVIII secolo il risveglio economico e culturale è continuo fino ad arrivare ai nostri giorni quando, con la celebrazione nel 1993 dell'anno Giacobeo, inizia una fase di nuovo splendore per la città.

Il Cammino di Santiago de Compostela è una delle vie di peregrinazione più importanti della storia, tanto che la città è considerata la terza città santa per la cristianità dopo Gerusalemme (da cui tutto partì) e Roma. Divenne così importante nel Medioevo, con un massimo splendore tra i sec. XI°-XIII°, che il termine pellegrino (come cita Dante nella Vita Nova) divenne sinonimo del viandante che si dirigeva a Santiago.
È una rotta percorsa ininterrottamente fin dal primo terzo del IX° sec., epoca a cui risale la declamazione della scoperta della tomba di San Giacomo il Maggiore.
Da più un trentennio a questa parte il Cammino di Santiago ha ritrovato una nuova vitalità tanto che, se nel Medioevo fu motivo d’incontro e scambio culturale tra le genti del Mondo Antico (motivo per il quale nella seconda metà degli anni ’80 fu definito “Primo itinerario culturale Europeo”), oggi è diventato un fenomeno mondiale; è facile infatti trovare sul Cammino persone di ogni nazionalità, ben oltre quelle europee. Negli ultimi anni si è stimato che oltre 200.000 pellegrini giungano ogni anno a Santiago.
Ci sono credenti e non, cristiani e persone di altre fedi: ad accomunare tutti quelli che si mettono in cammino è  la voglia di vivere un’esperienza che permetta di ritrovare la vera natura dell’uomo (“schiacciata” dalla frenesia e ansia del nostro tempo), le profondità del proprio cuore, della propria anima… Poi c’è chi è mosso dalla ricerca del trascendente e chi parte a causa di eventi, o prove che la vita gli ha posto davanti: una malattia, un dolore, una perdita ma anche una grande gioia arrivata inattesa.
Per percorrere a piedi l’intero Cammino di Santiago (qui ci riferiamo alla rotta più conosciuta per chi giunge da fuori la Penisola Iberica, chiamata anche Cammino Francese e lunga circa 800 km), dai Pirenei fino alla Galizia (regione all’estremo Nord-Ovest della Spagna dove si trova la città dell’apostolo) occorre mediamente un mese. Ognuno ha il suo ritmo: non è un’impresa sportiva. Per godere e arricchirsi di un’esperienza così unica occorre trovare il proprio ritmo biologico e spirituale (per chi ci crede) e seguire quello (così frequentemente violentato nella quotidianità).
Le regioni attraversate dalla rotta compostelana francigena sono: Navarra (e l’Aragona per chi entrasse in Spagna dal passo del Somport invece che da Roncisvalle), La Rioja, terra di vini rinomati, Castiglia-Leòn con le sue immense mesetas (altopiani stepposi), Galizia, terra sempre verde e di cultura celtica. I luoghi più suggestivi sono tanti, ma alcuni sono particolarmente evocativi in quanto legati a leggende o a miracoli lì avvenuti; Roncisvalle (legato alle gesta dei paladini di Orlando (o Rolando), Santo Domingo de la Calzada, con l’unica cattedrale al mondo ad avere al suo interno una gabbia con due galline vive, San Juan de Ortega, antico monastero sperduto in un querceto a mille metri di quota, O Cebreiro, luogo fatato e misterioso a 1300 metri di altitudine sulla cordigliera galaico-cantabrica, porta d’ingresso della Galizia, legato ad un miracolo eucaristico (tipo Bolsena). Ovviamente tutte le città e i borghi attraversati dal cammino, hanno una ricchezza artistica e culturale immensa. Le principali e capoluoghi sono: Pamplona, Logrono, Burgos, Leòn, Astorga.

Don Michele si propone di percorrere il Camino Franco e ci racconterà, tramite immagini via WhatsApp e commenti, la sua avventura, arricchendo anche noi che restiamo a casa. Lo vogliamo accompagnare con la preghiera e la fantasia.

ULTREYA Y SUSEIA  
(animo e verso l'Alto!)