CORSO DI AGGIORNAMENTO DIOCESANO SUL TEMA: "LA PARROCCHIA, CHIESA FRA LA GENTE"

30.09.2013 16:24

PARROCCHIA:

CHIESA TRA LA GENTE

    E' stato così intitolato il corso di aggiornamento dedicato a Clero, Religiosi, Laici ed insegnanti di Religione, tenutosi ad Oristano nel salone di San Domenico nei pomeriggi del 25,26,27 settembre 2013.

Alla presenza di un nutrito gruppo di persone, preti, religiose e laici,  il relatore, Monsignor Battista Pansa, bergamasco ma trapiantato da 40 anni a Roma e Parroco della Trasfigurazione, una grande parrocchia di 35.000 abitanti della capitale,  ha svolto tre magistrali lezioni su un tema quanto mai attuale  quale è quello della "Parrocchia"per invitare tutti alla riflessione in vista del Sinodo Diocesano che verrà indetto ufficialmente dall'Arcivescovo sabato, 12 ottobre, a coronamento del Convegno ecclesiale diocesano insieme alla consegna ai fedeli della Lettera Pastorale, che verte appunto su questo argomento: il SINODO DIOCESANO.
Come al solito, condensare in poche righe ciò che è stato detto in tre pomeriggi molto intensi, con interventi, oltre la lezione del relatore, dell'Arcivescovo e di diverse persone del pubblico, è problematico, ma cercherò di trarre delle conclusioni.
Il tema della prima lezione è stato: "La Parrocchia come figura più comune della Chiesa".
Illustrando le finalità del corso il vescovo l'ha presentato come uno strumento di riflessione su come rinnovare la nostra vita parrocchiale, essendo la Parrocchia la forma di chiesa più immediatamente visibile. Parroco e parrocchia sono i concetti ecclesiali più vicini alla gente, per cui rinnovare la Parrocchia significa rinnovare la vita e il volto della Chiesa, comunità di fedeli, popolo di Dio.
Don Battista ha ribadito questi concetti nella sua lezione, rifacendosi alle origini della Chiesa laddove San Paolo nella sua Lettera agli Ebrei ne pone le fondamenta in Cristo Gesù, Figlio di Dio, "costituito sopra la sua propria casa. E la sua casa siamo noi, se conserviamo la libertà e la speranza di cui ci vantiamo". Noi Chiesa, di cui è necessario riscoprire il grembo materno, cioè il fonte battesimale in cui tutti i battezzati sono stati generati. E' essenziale far riscoprire la dimensione materna della Chiesa, e quindi della Parrocchia, a tutti coloro che cercano un senso alla vita e alla morte , tenendo sempre fisso lo sguardo su Gesù, inizio e fine di tutto.                                                                            
La Parrocchia, per usare una immagine ormai scomparsa, è come la fontana del villaggio da cui scaturisce sempre l'acqua e così ognuno può bere o no ma non può dire che per lui l'acqua non c'era.

"La Chiesa Parrocchia e il territorio" è il tema del secondo incontro e don Battista si chiede come sia possibile conciliare le istanze di tutela delle proprie radici ancorate nel tempo e nella storia della propria terra con la necessità vitale di essere ben inseriti in un contesto più ampio che abbraccia il mondo intero, ossia con le esigenze della "globalizzazione".
E' vitale che una Parrocchia non stia isolata, ma si senta parte della sua Diocesi la quale fa parte delle diocesi di tutta una regione per far capo, infine alla Diocesi di Roma, riferimento, col Papa suo pastore, alla Chiesa universale, popolo dei battezzati uniti a Gesù Cristo  e in cammino verso la Patria del Padre comune.
Solo in questo contesto di valorizzazione della propria storia, ma inseriti nella vita di tutta la Chiesa è possibile aprirsi a tutti, in special modo ai poveri, sia quelli di beni materiali che quelli di beni spirituali.
Quindi nelle chiese particolari prima che fare è necessario discernere ciò che è meglio promuovere per far conoscere Cristo a tutti, compresi coloro che vengono da altri paesi, altre religioni, altri costumi, instaurare dialogo con tutti  e non rinchiudersi nella cerchia ristretta di coloro che frequentano la chiesa e aver paura degli altri, perché sono diversi da noi e portano nuovi modi di vivere che prima non conoscevamo.
In conclusione pregare tanto, dialogare, discernere i segni dei tempi, perché Cristo lo dobbiamo portare agli uomini di questi tempi, studiare, vivere sobriamente, promuovere la fraternità .
Già sant'Agostino nel "De Civitate Dei" scriveva: << Omo ab domo per urbem in orbe>>.
L'uomo parte dalla sua casa, cioè dalle sue radici e attraverso la città, cioè la sua civiltà, si riversa nel mondo universale. E' così che la Chiesa, e la Parrocchia nel suo piccolo, diventa Patria in ogni regione straniera e dialogando con tutti riesce a comunicare il Vangelo.
 Laddove la Chiesa si occupa solo di se stessa, logora se stessa.

Nel terzo incontro: "Parroco e fedeli" il relatore ha illustrato le radici sacramentali dei Christi Fideles Laici, ossia del Popolo di Dio che comprende tutti i battezzati, membri dell'unico "popolo di Dio, stirpe eletta, sacerdozio regale, missione santa, popolo che Dio si è acquistato, col sacrificio di Gesù sulla croce, perché proclami le sue meraviglie".
Dunque, all'interno di questo popolo alcuni membri, mediante l'ordine sacro, realizzano in particolare la missione sacerdotale, e sono i presbiteri e i vescovi e, in subordine ai primi, i diaconi. Altri, grazie alla scelta di vita comune e vivendo in castità, povertà e obbedienza, evidenziano maggiormente l'aspetto profetico, nel senso che anticipano nel tempo, ciò che sarà, ovviamente al massimo grado, alla fine dei tempi, ossia la pienezza di vita in Dio.
I laici sono uomini e donne che, grazie al Battesimo e alla Cresima, sono chiamati a ricapitolare tutte le cose in Cristo vivendo la vita della maggioranza della gente in verità, giustizia, pace e amore.
Tutte queste diverse forme di vita sono chiamate alla corresponsabilità per il bene della Parrocchia e della Chiesa; in ultima analisi, per il bene di tutti. Quindi l'obiettivo è quello di  lavorare insieme, corresponsabilmente, clero e laici per diffondere il Vangelo e la sua "Vita Buona", tra tutti gli uomini di questo tempo che viviamo, perché questa è la Missione della Chiesa, e dal Vangelo applicato nella vita quotidiana, nascono tutte le opere buone che la Chiesa fa.
Facile? Assolutamente! E nessuno, neanche don Battista ha soluzioni preconfezionate, ma l'esortazione è che lavoriamo insieme per discernere e cercare di migliorare la realtà.                                                                   
 Per questo motivo il nostro Vescovo sta organizzando il Sinodo Diocesano, che affidiamo alla Vergine Maria, perché sia ricco di frutti.