CONVEGNO ECCLESIALE DIOCESANO 2017

15.10.2017 09:57

 

          Si è svolto lungo tutta la giornata di sabato 14 ottobre 2017 il CONVEGNO ECCLESIALE DIOCESANO. Sono convenuti nella Cattedrale di Oristano sacerdoti, religiosi e fedeli da tutta la Diocesi per ascoltare la presentazione del Piano Pastorale per il prossimo anno sociale, il bel discorso di Monsignor Rino Fisichella, partecipare ai dibattiti e ricevere la lettera pastorale che anche quest'anno l'Arcivescovo ha voluto regalarci.
Il convegno è stato aperto dalla esposizione della situazione religiosa della diocesi, col presentare alcuni dati di uno studio fatto 10 anni fa circa, che mostrano come nel nostro territorio la fede cattolica è ancora presente, anche se la frequenza alle funzioni religiose è abbastanza scarsa e non tutte le direttive della Chiesa vengono accettate. Ovviamente in dieci anni molte cose sono cambiate in peggio per cui urge porsi il problema della NUOVA EVANGELIZZAZIONE.
Per l'appunto Monsignor Rino Fisichella ha presentato al pubblico il tema:
QUALE VANGELO PER L'UOMO CONTEMPORANEO.
E' ben difficile riuscire con un breve riassunto ad esprimere tutto ciò che il Monsignore ha detto con passione e brio per cui mi limito a trascrivere alcuni pensieri:

La nostra Fede è essenzialmente fatta di Misteri. Mistero non significa qualcosa che è al di là della nostra realtà sensibile, ma ciò che al momento è nascosto, ma che verrà fatto conoscere. Come, quando? Ora non lo sappiamo, ma ci verrà svelato. La vita acquista senso se è messa in relazione alla vita di Dio che si è fatto uomo nel suo Figlio Gesù. noi cristiani siamo i primi a dover essere evangelizzati. La nuova evangelizzazione deve iniziare nella nostra comunità perché tutti dobbiamo essere annunciatori di Gesù Cristo. Diceva l'apostolo Paolo "per amore di Sion non terrò chiusa la mia bocca". "Guai a me se non evangelizzo". Ma perché l’azione sia efficace è necessario usare un linguaggio che risulti comprensibile ora, nell'era informatica dove appunto la cultura digitale sta cambiando completamente lo stile della vita, e non solo: sta cambiando la concezione stessa della vita, il senso stesso dell'uomo. Ormai stiamo vivendo in una nuova dimensione culturale che ha un modo tutto suo di presentare la verità o quella presunta tale, per cui o si dubita di tutto o ci si pone in una posizione acritica. Papa Francesco nella Evangelii Gaudium ci invita ad essere in uno stato di MISSIONE permanente, di aver ben chiara la nostra identità cristiana così che la Pastorale sia AZIONE EVANGELICA, sia, come diceva san Gregorio Magno, "la prova dell'Amore", segno di come io amo la mia chiesa che è il corpo di Cristo. Nell’annuncio del Vangelo il primato deve essere dato alla contemplazione. L’evangelizzazione si fa in ginocchio e la contemplazione della Parola è contemplazione del volto di Cristo. Dalla contemplazione deriva l’ascolto. L’ignoranza della Parola è ignoranza di Cristo mentre Essa risulta viva se siamo noi che la viviamo. Il nostro impegno pastorale deve essere intriso di Profezia, che significa capacità di prestare la nostra voce a Dio, di diventarne suoi testimoni col nostro stile di vita, convinti che Dio si intrattiene con noi, cioè vive con noi. La mondanità di cui parla Papa Francesco si oppone a questo stile profetico. La nostra Pastorale deve dare speranza e non illusioni, deve essere capace di far comprendere che l'Amore di Dio si esprime con la Misericordia. La Chiesa è fatta di peccatori, ma amati e perdonati dal Volto di Dio. Quindi la nostra catechesi mira a far incontrare Dio tramite Gesù che ama e perdona, muore per amore ma risorge, come pegno della nostra resurrezione futura.

         Al pomeriggio l'Arcivescovo ha presentato la lettera pastorale "OSARE IL VANGELO". (Cliccando sul titolo si rimanda alla lettura della lettera).

Infine don Alessandro Enna ha presentato il progetto catechistico diocesano per l'anno prossimo, e don Enrico Perlato il Sinodo dei giovani e le iniziative diocesane ad esso correlate.

La giornata si è conclusa con la concelebrazione della Messa e la consegna della lettera pastorale ai rappresentanti delle Foranie.
Anche tutti i presenti , all'uscita dalla chiesa,ne hanno ricevuto una copia.