CONFERENZA - DIBATTITO DEL PROFESSOR STEFANO ZAMAGNI

14.12.2012 17:03

 

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La conferenza-dibattito tenuta dal Professor Stefano Zamagni ha avuto luogo all'Auditorium comunale, di fronte ad una platea non molto affollata per via dell'orario e della giornata lavorativa. Peccato perché è stata estremamente interessante e piacevole. Il professore ha il dono di esporre concetti di per se ostici e difficili con uno stile semplice , pacato e chiaro, che ha incantato gli ascoltatori, che sarebbero rimasti tutta la sera ad ascoltarlo e a scambiare opinioni con lui.

 

   Gesù ha detto nel suo Vangelo:<Se fate così avrete il centuplo in questa vita e poi la vita eterna>, ossia il massimo della gioia e del Bene.

   Sant'Agostino,  pochi secoli dopo Cristo disse che la Speranza, virtù cristiana per eccellenza, ha due bellissimi figli: la "Indignazione e il Coraggio"............

   Dove è il nesso tra questi insegnamenti cristiani e l'Economia, di cui il professor Zamagni è un illustrissimo cultore e maestro? E il nesso tra l'invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni?

   Ebbene il nesso ce lo ha spiegato molto bene il suddetto professore.

   Naturalmente, riassumere in un piccolo articolo un'ora e mezzo di conversazione è impresa ardua, ma il succo del discorso può essere condensato così: si parte da un dato di fatto sorprendente che è quello dell'allungamento della vita media nella popolazione italiana, che è passata in circa sessant'anni dai 60 agli attuali 83 anni. La vita media non solo si è allungata ma è anche migliorata qualitativamente, per cui esiste una grossa fetta di popolazione , che ha raggiunto la pensione, ma gode di buona o discreta salute, e che è destinata ad intristire e soffrire se non adeguatamente utilizzata ai fini del raggiungimento del bene comune, che è l'obiettivo che l'"Economia Sociale" si propone di centrare. "Bene comune", ossia buon vivere per ogni persona, in quanto dotata di dignità e di valore e non bene collettivo, come certe filosofie economiche hanno suggerito, dove l'obiettivo non è il bene della persona ma quello della collettività.

   Se l'obiettivo della longevità attiva non viene perseguito si crea un danno sia per l'anziano che soffre psichicamente e fisicamente, sia per il welfare che reggendosi su 4 pilastri ( sanità, istruzione, assistenza e pensioni), alla lunga non ha più i fondi per poter funzionare, essendo le spese legate soprattutto alla sanità, ingenti e sostenute in misura maggiore per la popolazione anziana che ha bisogno di cure, le più disparate, per vivere discretamente.

   Se dunque il capitale umano over 60 non viene coinvolto nella economia del bene comune si crea un colpevole spreco, paragonabile ai tanti altri sprechi di cui la società occidentale è colpevole, e pone le basi per un malcontento delle generazioni più giovani, che poi sfocia nel conflitto generazionale. Un' altra colpa grave del mancato inserimento degli anziani nella vita attiva è il non trasferimento delle conoscenze da una generazione all'altra. E questo si fa sentire specie nel campo dell'artigianato, che comprende una miriade di attività manuali che si vanno perdendo perché non vengono più trasmesse ai giovani.

   Come fare per ovviare a questo spreco? Il professor Zamagni pensa che una soluzione possa trovarsi nella realizzazione della "sussidiarietà circolare". Esistono  nella società tre tipi di sussidiarietà: la verticale che consiste nel decentramento amministrativo dello Stato che si serve per governare delle Regioni, province e comuni; la sussidiarietà orizzontale, che consiste nel consentire da parte dello Stato che la società civile possa organizzarsi , ossia prevede l'associazionismo  o corpo intermedio (associazioni, enti non-profit, cooperative sociali), e l'obbligo di aiutare finanziariamente tali forme di associazione.

   Esiste poi la sussidiarietà circolare, che è una forma nuova, non ben conosciuta , ma che presenta grossi vantaggi.  Possiamo esemplificare il concetto immaginando un triangolo ai cui tre vertici esistono tre sfere: L'Ente pubblico, o corpo politico, la Business Community, ossia il corpo commerciale, le imprese, e infine, la Società civile organizzata, il non-profit o terzo settore.

   Queste tre sfere, che costituiscono insieme la Società Civile, non devono stare separate ed operare ognuna indipendentemente dalle altre, ma devono interagire tra di loro in maniera sistematica, organizzata e continua, creando di fatto una collaborazione virtuosa che cambia a seconda delle diverse realtà locali, ma che porta  a realizzare una buona società in cui tutti traggono vantaggio, gli anziani e i giovani, operando in diversi ambiti e con diverse modalità ma collaborando tutti al bene comune. Ed è a questo punto che ci si riallaccia alle frasi che  ho scritto all'inizio. In una società governata dalla Economia Civile tutti traggono beneficio e vivono meglio, su questa terra. L'indignazione dobbiamo sentirla forte di fronte al male e alle storture della odierna società, ma non deve limitarsi ad una sterile protesta di piazza che non porta a nulla di buono, ma suscitare il coraggio di compiere azioni che cambino la realtà attuale che va diventando insostenibile, anche se , specie inizialmente, le difficoltà possono essere grandi. Ovviamente le cose possono cambiare se non si agisce da soli, ma appunto, in virtù di quella circolarità virtuosa di cui sopra.

Era mia intenzione caricare su You Tube tutta la conferenza, ma, per motivi tecnici che non sono riuscita a rimediare, ciò non mi è riuscito. Siccome mi rendo conto che condensando in poche righe un lunghissimo discorso, non sono riuscita a spiegare bene ciò che il prof. Zamagni ha detto, invito coloro che volessero tutta la registrazione sonora della conferenza a contattarmi via mail al seguente indirizzo: palmar@tiscali.it. Se il file parte sono ben lieta di inviarlo, sempre sperando che la connessione INTERNET  lo permetta, visto che negli ultimi tempi ci sono sempre problemi .

Ho caricato  invece un breve filmato che si può vedere cliccando sulla foto del professor Zamagni