COMMEMORAZIONE IN ORISTANO DI RAOUL FOLLEREAU

19.05.2018 10:32

https://www.aifo.it/scopri-aifo/raoul-follereau/articolo/biografia

Cliccare sulla scritta sottolineata per raggiungere il sito dell'AIFO con la biografia di Raoul Follereau

 

Sabato 19 maggio 2018 ad Oristano è stata inaugurata una targa in memoria di Raoul Follereau. E' stata l'occasione per riscoprire una eccezionale figura di benefattore dell'umanità, per scoprire cosa è l'AIFO e, da parte della scrivente, per tornare molto indietro nel tempo, esattamente alla prima metà degli anni sessanta quando, giovane studentessa di medicina, partecipò ad una conferenza tenuta da un distinto, corpulento  signore con un enorme papillon nero, che parlò della lebbra e dei lebbrosi. Il signore era, appunto Raoul Follereau e, con un eloquio avvincente, riuscì a sensibilizzare e coinvolgere emotivamente i presenti, numerosissimi, tanto che tutti quanti provammo il desiderio di partecipare attivamente alle iniziative che, da allora in poi, si attuarono in molte delle nostre città e paesi.

Dunque ad Oristano la locale sezione dell'AIFO ha ottenuto di poter sistemare una targa in memoria di Follereau nei giardini Aldo Moro e sabato alle 10,30 del mattino, in presenza di un notevole numero di aderenti a varie associazioni, di alcune scolaresche con i loro insegnanti e di persone interessate è stata scoperta la targa. Il sindaco di Oristano, un assessore del Comune e il vice presidente nazionale dell'AIFO hanno rivolto dei brevi discorsi ai convenuti, rivolgendosi soprattutto ai giovani presenti per far loro conoscere questa eccezionale figura di filantropo che spese tutta la sua vita a sensibilizzare il mondo sul problema della lebbra e dei lebbrosi.

Sintetizzare in poche righe l'opera di Follereau è impossibile per cui possiamo trarre profitto da questo evento per riscoprire, attraverso il link in cima all'articolo, questa bellissima figura e magari andare a leggerci qualcuno dei suoi scritti, che sono, purtroppo, di eccezionale attualità.

Questo profeta del nostro tempo ha speso la sua vita per rendere migliore quella di coloro che, allora, erano gli ultimi  degli ultimi, emarginati dal mondo e invisi a tutti.
La situazione della lebbra e dei lebbrosi, anche grazie a Raoul, ora è cambiata in gran parte del mondo. La lebbra è una malattia curabilissima, anche con modico dispendio di risorse.

Nella mia esperienza in Sud Sudan posso riferire che il programma per la cura della lebbra funzionava, nelle locations dove io ho lavorato e che gli infermieri facevano assumere ai malati la dose mensile del farmaco in loro presenza proprio per evitare che magari qualcuno prendesse le medicine ma non le assumesse. La lebbra, non faceva più tanta paura  e le persone sotto terapia non erano emarginate.
Però tanti altri mali, vecchi e nuovi, affliggono  tanta parte di umanità per cui la figura di Follereau deve ancor oggi stimolarci a spenderci, almeno un pò, a favore dei meno fortunati di noi.       Maria Palmas