COMMEMORAZIONE DI DON SALVATORE MARONGIU NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE

04.06.2016 19:26

E' trascorso ormai un anno da quando la morte si è portato via don Salvatore, ma il suo ricordo è ben vivo in mezzo a noi, già suoi parrocchiani.
Ritengo che il modo migliore per commemorarlo sia :la preghiera, pubblica e privata e la memoria delle sue opere e dei suoi scritti.
Ognuno personalmente ricorderà il bene che ha da lui ricevuto, mentre pubblichiamo alcuni brevi stralci di suoi scritti, che nel corso degli anni egli ha composto per il giornalino parrocchiale.

Trovo che uno scritto poetico molto bello sia quello della Pasqua del 2011, quando ancora non sapeva di covare in sè il terribile male, che di lì a pochi anni, lo avrebbe distrutto.

CRISTO E' RISUSCITATO DAI MORTI

Questo è il grande segreto di Dio,
svelato nell'uomo umiliato della croce.
E allora corriamo su tutte le piazze
a svelare il grande segreto di Dio.
Andiamo ad annunciare che la notte passerà,
e che per tutto c'è un senso.
Andiamo a dire che l'inverno è fecondo,
che il sangue è un lavacro,
che il pianto è rugiada
e che anche il deserto fiorisce.
Andiamo a dire che l'Amore ha ormai vinto,
e che la gioia non è un sogno.
Andiamo a dire che la festa è già pronta
che il Bello è anche Vero,
e che è a portata di mano.
Andiamo ad annunciare agli smarriti di cuore
che la storia ha uno sbocco.
E allora corriamo per tutta la terra
a svelare il grande segreto di Dio.
Proclamiamo senza paura di essere derisi,
che nel Risorto ogni croce è un trono,
il dolore è salvezza
e ogni tomba è una culla.
Andiamo a dire che il mondo ha un futuro
e che la gioia ha un volto....
Proprio quello sfigurato dalla morte
e trasfigurato nella Pasqua.
E per il cristiano è sempre Pasqua!

Siamo convinti che don Salvatore goda da un anno di questa gioiosa Pasqua eterna.
In questa preghiera recitata alla fine dell'omelia per i giovani della "leva" in occasione della festa di Sant'Antonio Abate 2015 si evince l'amore che egli provava per i giovani e la preoccupazione che lo angustiava nel vedere come essi si erano allontanati, in gran parte, dal vivere la loro vita con fede:

PREGHIERA

Signore Gesù Cristo, custodisci questi giovani nel tuo Amore,
fa che odano la tua voce e credano ciò che Tu Dici,
perchè Tu solo hai parole di vita eterna.
Insegna loro come professare la propria fede,
come donare il proprio calore,
come comunicare la propria speranza agli altri.
Rendili testimoni convincenti del tuo Vangelo,
in modo che abbiano bisogno della tua Grazia che salva.
Fa di loro il nuovo coro delle Beatitudini
perchè siano sale della terra e luce del mondo.
Maria, Madre della chiesa, proteggi e guida questi giovani,
tienili tutti stretti al tuo materno cuore,
te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.    Amen

E per concludere, alcuni frammenti delll'articolo che scrisse nell'estate del 2014, quando commentò i suoi 17 anni di presenza in Ghilarza:

<<............Mi sono sforzato di privilegiare l'aspetto della ministerialità, della partecipazione laicale, dei doni ricevuti da condividere, del ruolo importante degli operatori pastorali, ecclesialmente impegnati in forza del Battesimo, cercando di migliorare gradualmente il senso della Chiesa, presente in questo territorio.......... Ciò che di buono si è fatto è dovuto in massima parte alla collaborazione di un notevole gruppo di laici...... che mi hanno affiancato nel lavoro  e hanno sopportato il mio carattere talvolta spigoloso e forse, troppo "precisino". Un'altra chiave di lettura della nostra comunità è l'"attenzione agli ultimi"..........la nostra è una comunità generosa, che ha risposto sempre ai vari appelli di aiuto, che di volta in volta ci hanno sollecitato.........Cari amici sforziamoci di scoprire il molto che ci unisce e abbandoniamo il poco che ci divide. ............Come Chiesa siamo sempre in strada, quindi in cammino, ma ci sentiamo forti di una presenza, quella di Gesù, unico Salvatore del mondo.............Comunità di Ghilarza, prendi il largo per andare dove Gesù ti vuole condurre. E se volete pregare anche per me, vi ringrazio di cuore. Aiutiamoci a vicenda per dire tutti i giorni: siamo felici di essere insieme, di fare Chiesa. A tutti un grande abbraccio e su tutti invoco la benedizione del Signore. Don Salvatore>>.      

Il Signore ci ha benedetti, mandando come successore di don Salvatore il giovane don Michele, che ha raccolto la sua eredità, ha valorizzato tutto quello che era stato fatto e ora ci guida, a sua volta, verso il largo.        
Maria Palmas