COMMEMORAZIONE DELLE TRE SORELLE SAVERIANE UCCISE IN BURUNDI

11.09.2014 12:04

MESSA COMMEMORATIVA DELLE TRE SORELLE SAVERIANE UCCISE IN BURUNDI

Mercoledì 10 settembre, nella Parrocchia di San Giovanni Evangelista in Oristano, il parroco don Franco Porchedda ha concelebrato la Santa Messa delle 18,30 con altri 7 sacerdoti e un Diacono, in memoria delle tre sorelle saveriane, uccise in Burundi il 6 e il 7 settembre scorso. La celebrazione eucaristica è stata preceduta dalla recita del rosario missionario, animata dalle missionarie saveriane presenti in Oristano. Il clima che si respirava in chiesa era quello della preghiera per tutti i missionari e per tutti i popoli e non già di suffragio per le tre saveriane, che tutti i presenti consideravano in cuor loro, già sante nell’eternità beata, a coronamento della loro vita, spesa per i fratelli nell’amore di Gesù Cristo e conclusasi con il martirio.  Padre Pinuccio Ibba, saveriano che è stato in Congo,  in un suo commento al termine della Messa parlando della terribile fine di suor Olga, Lucia e Bernardetta, ha detto che sono morte martiri, che ogni missionario mette in conto il martirio quando accetta di portare il Vangelo agli uomini, e che ora le tre suore devono essere rimpiazzate, invitando i giovani presenti ad aderire a Cristo  rispondendo positivamente al suo invito di seguirlo tutta la vita come loro fecero quando, da giovani, risposero “SI”. Solo così “Il sangue versato delle tre suore saveriane, diventa seme di speranza per costruire autentica fraternita tra i popoli”, come ha detto Papa Francesco, commentando la loro morte. In questo clima di speranza e di ringraziamento per la santità delle tre suore, ovviamente non è mancata la commozione ed il dolore umano da parte delle consorelle saveriane. Letizia, Enrica, Francesca ed Olivia non hanno potuto evitare di avere la voce incrinata dal pianto quando hanno ricordato la vita e i discorsi delle loro sorelle.

Olga Raschietti, aveva da poco compiuto 83 anni. Era nata a Montecchio Maggiore (Vicenza) il 22 agosto 1931. A venticinque anni era entrata fra le Missionarie di Maria. Dopo alcuni servizi resi in Italia, il 29 settembre 1968 era partita per l’allora Zaire (attualmente Repubblica Democratica del Congo).

Nella Diocesi di Uvira, nel Sud-Kivu, Olga aveva svolto con passione e dedizione attività di pastorale e catechesi in varie parrocchie (Kiliba, Uvira, Bukavu, Luvungi). Con fede e coraggio aveva vissuto le vicende delle guerre che hanno insanguinato i Paesi dei grandi Laghi africani.

Dal 1975 al 1977, come delegata, è stata responsabile di tutte le sorelle in Congo. Ha alternato periodi di attività a periodi di cure e di servizio in Italia, nella Casa madre di Parma.

Nel 2010 era stata destinata al Burundi, a Kamenge, in un quartiere popolare della periferia di Bujumbura, nella parrocchia S. Guido Maria Conforti tenuta dai Missionari saveriani. Le forze diminuite non hanno spento il suo zelo e vivere nel contatto quotidiano con la gente, condividere con loro la buona notizia del Vangelo era la sua gioia.

Olga ha amato l’Africa intensamente e ha desiderato ardentemente ripartire nonostante i suoi problemi di salute e la sua ormai non più giovane età.

Raccontava nel luglio 2013 : «Sono ormai sulla soglia degli ottant’anni. Nel mio ultimo rientro in Italia, le superiore erano incerte se lasciarmi ripartire. Un giorno, durante l’adorazione, pregai: “Gesù, che la tua volontà sia fatta; però tu sai che desidero ancora partire”. Mi vennero limpidissime in mente queste parole: “Olga, credi di essere tu a salvare l’Africa? L’Africa è mia. Nonostante tutto, sono però contento che parti: va’ e dona la vita!”. Da allora, non ho più dubitato
Lucia Pulici avrebbe compiuto i 76 anni il giorno dopo la sua morte.

Era nata infatti l’8 settembre 1939, a Desio (Milano). Entrò fra le Missionarie il 23 ottobre 1960, a 21 anni e nel 1970 partì per il Sud del Brasile. Tre anni dopo venne destinata a una nuova missione nell’Amazzonia brasiliana. Lì svolse per circa dodici anni la sua professione di infermiera e ostetrica, soprattutto tra i più poveri. Nel 1982 venne inviata nell’allora Zaire (attuale Repubblica Democratica del Congo), dove rimase per venticinque anni, fino al 2007, continuando il suo servizio di ostetrica e infermiera.

Ha lavorato con passione, dedizione e competenza all’ospedale statale di Uvira, nei dispensari e maternità di Nakiliza, Luvungi, nella Diocesi di Uvira, e di Mbobero, nella diocesi di Bukavu.

Il 16 ottobre 2007 viene destinata al Burundi, a Kamenge, nella periferia di Bujumbura, alla parrocchia di S. Guido Maria Conforti, dove ha vissuto fino all’ultimo.

Benché le sue condizioni di salute non le permettessero più di svolgere la sua amata professione, ha desiderato e scelto di rimanere in missione, anche semplicemente come presenza di preghiera e fraternità. Dava con gioia le forze rimaste nella comunità, in servizi in parrocchia, nella cura di qualche ammalato povero.

Nell’ottobre scorso, alla vigilia del suo ritorno in Burundi, diceva: «Adesso sto tornando in Burundi, alla mia età e con un fisico debole e limitato, che non mi permette più di correre giorno e notte come prima. Interiormente però credo di poter dire che lo slancio e il desiderio di essere fedele all’amore di Gesù per me, concretizzandolo nella missione è sempre vivo. La missione mi aiuta a dirgli nella debolezza: “Gesù, guarda, è il gesto d’amore per te”».

Bernardetta Boggian aveva 79 anni.  Era nata a Ospedaletto Euganeo (PD) il 17 marzo 1935. Era entrata fra le Missionarie il 7 ottobre 1961, a ventisei anni. Dopo la preparazione alla missione, nel 1970 era partita per l’allora Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo.

Ha lavorato lunghi anni nella diocesi di Uvira, a Uvira stessa, Kiliba, Bukavu, Kamituga, Nakiliza e Luvungi dedicandosi con passione e amore al lavoro pastorale e in particolare alla promozione della donna attraverso i “foyer”, le scuole di alfabetizzazione e di formazione per ragazze e donne. A Bukavu fu per alcuni anni incaricata della formazione delle giovani congolesi che si preparavano alla vita missionaria.

Dal 1978 al 1984 e dal 1993 al 1996 venne chiamata a svolgere il compito di Consigliera generale della Congregazione. Il 22.9.1997 rientrò in Congo, a Luvungi, dove continuò il suo lavoro pastorale, occupandosi in particolare dell’alfabetizzazione degli adulti.

Il 28 dicembre 2007 venne inviata a Kamenge in Burundi, dove svolse attività pastorale e caritativa, con una capacità di incontro semplice e fraterno che supera le barriere della nuova lingua.
A fine agosto 2013, alla vigilia della sua ripartenza per il Burundi, aveva scritto: « Occorre nutrire in noi uno sguardo di simpatia, rispetto, apprezzamento dei valori delle culture, delle tradizioni dei popoli che incontriamo. Questo atteggiamento, oltre che dare serenità al missionario, aiuta a trovare più facilmente il linguaggio e i gesti opportuni per comunicare il Vangelo. Nonostante la situazione complessa e conflittuale dei Paesi dei Grandi Laghi, mi sembra di percepire la presenza di un Regno d’amore che si va costruendo, che cresce come un granello di senape, di un Gesù presente donato per tutti.  A questo punto del mio cammino continuo il mio servizio ai fratelli africani, cercando di vivere con amore, semplicità e gioia ».

Tre vite esemplari, spese a servizio dei fratelli delle periferie del mondo e conclusasi con il martirio. C’è da dubitare che godano da subito della beatitudine di Dio? Assolutamente per noi, che ci pregiamo di essere amici delle saveriane, loro sono Sante e le additiamo come esempio.
Coraggio dunque, sorelle saveriane e speriamo di ritrovarci un giorno con Olga, Lucia e Bernardetta a godere dell’eternità beata.         

 Maria Palmas