CENNI SULLA VITA DI SAN MACARIO

19.01.2017 12:43

           

   NOTE BIBLIOGRAFICHE DI SAN MACARIO

 Copatrono della chiesa parrocchiale di Ghilarza

 

La vita  di Macario il Grande oppure detto anche l’Egiziano si confonde nella grande bibliografia esistente con quella del suo omonimo s. Macario Alessandrino, anch’egli monaco a Scete e suo contemporaneo, la cui ricorrenza religiosa è posta invece al 2 gennaio.
Ambedue insieme a Isidoro furono inizialmente discepoli di s. Antonio abate. E’ troppo complesso citare le numerose fonti che ci hanno fatto pervenire qualche notizia; prenderemo l’ultima che riassume un po’ tutte le altre, scritta e proposta da J.-Cl. Guy in “Les Apophtegmes des Pères du desert, série alphabétique” 1966.
Circa il 300 nasce Macario che diventa poi cammelliere occupato nel trasporto del salnitro; nel 329-30 circa si ritira in una cella vicino ad un villaggio egiziano, rifiuta di divenire prete e va in un altro villaggio dove è soggetto a calunnia; riparte per stabilirsi a Scete; 330-40 visita e permanenza presso s. Antonio abate; 339-40 viene ordinato prete, già si afferma come ‘padre spirituale’ di quel deserto.
Dal 356 al 384 si avvicendano nel monastero tre gruppi di discepoli che costituiranno la colonia monastica di Scite, di alcuni si sa il nome: Sisoe, Isaia, Aio, Mosé, Pafnuzio, Zaccaria, Teodoro di Ferme.
Nel 373-75 viene esiliato insieme al suo omonimo Macario l’Alessandrino in un’ isola del Nilo per ordine di Lucio (vescovo ariano di Alessandria).
Al di là dei meriti personali, della concomitanza d’azione con l’altro Macario, la grande diffusione bibliografica è dovuta soprattutto all’importanza che rivestì il suo monastero (Abu Macario) nell’influsso intellettuale e nella storia del monachesimo egiziano.