BUONA FORTUNA FRATELLO MIO

06.03.2017 22:50

 

BUONA FORTUNA FRATELLO MIO

 

Venerdì 10 febbraio, si è svolta, nei locali della scuola media di Ghilarza la manifestazione: “BUONA FORTUNA FRATELLO MIO”, volta a sensibilizzare i ragazzi delle seconde medie di Ghilarza e della terza media di Sedilo al problema della accoglienza dei migranti, provenienti da tanti paesi dell’Africa e dell’Asia. La manifestazione era inserisce in un progetto del Senato Italiano: “TESTIMONI DI DIRITTI” cui stanno partecipando gli studenti della scuola secondaria di primo grado in tutta Italia. La scuola di Ghilarza aveva già superato una prima fase del concorso e in questa giornata gli studenti hanno incontrato delle persone che hanno prestato la loro opera volontaria in diversi contesti asiatici ed africani particolarmente problematici. Hanno così avuto l’opportunità di conoscere le terribili realtà in cui vivono i popoli di tantissimi paesi e quindi di comprendere cosa spinge tante persone a fuggire dal loro paese e ad affidarsi ai trafficanti di uomini per raggiungere l’Europa, ove sperano di poter vivere una vita dignitosa. I ragazzi hanno seguito con molto interesse le proiezioni e i racconti dei quattro testimoni e hanno posto loro domande e fatto interviste. Ospiti della manifestazione un gruppo di richiedenti asilo provenienti dal Bangladesh e dall’Africa sub sahariana, residenti attualmente nel camping “Nuraghe Ruju”di Norbello. Gli studenti medi che seguono l’indirizzo musicale hanno, quindi suonato diversi pezzi ai loro strumenti . Un ragazzo di Sedilo ha animato la mattinata con la fisarmonica e tutti hanno cominciato a danzare il Ballo sardo, e i ragazzi ospiti si sono anch’essi esibiti in balli singoli o insieme agli studenti. La mattina del 6 marzo, nella palestra della Scuola Media di Ghilarza, si è svolta la manifestazione conclusiva del Concorso promosso dal Senato sul tema dei diritti umani, con la partecipazione delle autorità civili e militari della Regione, della Provincia di Oristano, del territorio del Guilcer e Barigadu e la partecipazione straordinaria della Ministra dell’Istruzione dell’attuale Governo:Valeria Fedeli. Ovviamente erano presenti alunni, docenti e genitori delle scuole di Ghilarza e di diversi paesi del circondario e molti migranti, ospiti di diversi siti di accoglienza del territorio, coordinati dalla Cooperativa “IL SEME” . In una palestra colma di persone, presidiata da un nutrito gruppo di forze dell’ordine, è iniziata la cerimonia con i saluti del Dirigente dell’Istituto onnicomprensivo di Ghilarza che ha dato il benvenuto alla Ministra e a tutte le Autorità civili e militari presenti, nonché ai docenti e agli alunni delle scuole, ed ha illustrato brevemente il senso della manifestazione, quale iniziativa conclusiva del progetto:”BUONA FORTUNA FRATELLO MIO”, in risposta al Concorso di cui abbiamo detto precedentemente, svolto dagli alunni della seconda C, della scuola media di Ghilarza. Al benvenuto è seguita tutta una serie di interventi da parte delle personalità convenute, moderata da un noto giornalista. Tutti gli intervenuti hanno avuto parole di elogio per l’iniziativa e, secondo le loro competenze, hanno illustrato la situazione del fenomeno migratorio allo stato attuale. La professoressa Cristina Porcu e il professor Antonio Pinna hanno spiegato le finalità del progetto, nato con l’intento di far riflettere i ragazzi sui Diritti Umani, che sono propri di ogni uomo a prescindere dal colore della pelle, dal paese in cui vive, dalla religione, lingua e situazione economica, con la convinzione, convalidata dai fatti, che se i ragazzi vengono invogliati a ragionare, a conoscere e a riflettere, rispondono con entusiasmo,cercando di superare i pregiudizi. Questo lavoro ha suscitato una profonda emozione nei docenti, negli alunni e nei loro genitori che si sono prodigati per la riuscita dell’iniziativa insieme ai loro figli. Per rispondere all’interrogativo del perché tanta gente fugga dal proprio paese, mettendo a repentaglio la propria vita e quella dei loro familiari, i ragazzi hanno dapprima interpellato la Caritas Diocesana, che in questo momento si sta occupando , appunto, dei migranti, con diverse iniziative, e poi hanno invitato 4 testimoni: una giornalista che è stata diverso tempo in Afganistan e conosce a fondo la complessa realtà di quel paese, un volontario che ha lavorato per un pò di tempo in un campo profughi in Libano , un missionario che ha trascorso 13 anni della sua vita in una zona semidesertica del Kenya e una dottoressa che per 7 anni ha compiuto delle missioni chirurgiche nel sud del Sudan, quando era in corso la guerra civile col nord del paese. Nell’ascoltare le testimonianze vissute in prima persona e vedere le immagini proiettate i ragazzi sono rimasti abbastanza scossi ed hanno capito perché si fugge da tante zone della terra dove la vita umana non vale un soldo e non c’è nessuna prospettiva di futuro. I ragazzi hanno anche intervistato diversi giovani, richiedenti asilo, che hanno raccontato le loro storie. Da tutto il materiale raccolto sono stati ricavati un opuscolo, pubblicato on line, ed un video, che è stato proiettato in sala, illustrato dagli stessi ragazzi. A fine mattinata l’intervento dell’Arcivescovo che ha chiuso con una storiellina dopo aver riflettuto che l’ospitalità verso lo straniero è un dovere ampiamente documentato nella Bibbia e che l’uomo deve essere il guardiano di ogni fratello :< Il tuo Cristo è ebreo, la tua democrazia è greca, la tua scrittura è latina, i tuoi numeri sono arabi, la tua auto è giapponese, il tuo caffè è brasiliano, il tuo orologio è svizzero, il tuo walkman è coreano, la tua pizza è italiana, la tua camicia è hawaiana, le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine. Il tuo fratello è solo uno straniero?>. Il discorso conclusivo è quello della ministra Valeria Fedeli che ha esordito dicendo che tutti gli sforzi del suo ministero sono indirizzati a che ogni ragazzo italiano possa portare a termine il percorso scolastico dalla scuola materna fino all’Università e che sono già stati investiti per la scuola 3 miliardi di euro. Detto questo si è congratulata per essere stata invitata a partecipare alla presentazione del progetto portato a termine dagli alunni della seconda C, in quanto si tratta del tema dei diritti umani e della integrazione come di uno studio che ha portato a conoscenza della diversità, a scoprire che c’è tutto un mondo oltre i confini del proprio paese, e questo vuol dire capacità di costruzione di cultura e cittadinanza globale. La scuola deve offrire, oltre la trasmissione del sapere tradizionale, strumenti di conoscenza, ulteriori elementi che appartengano a culture e a storie diverse, altrimenti non prepareremmo i nostri ragazzi ad essere autonomi, critici, capaci di stare costruttivamente nel mondo di oggi. Nel tema scelto:”Testimoni dei diritti: Buona fortuna fratello mio”, già la scelta semantica la dice lunga su come è stato interpretato in maniera positiva dalle nuove generazioni il fenomeno migratorio. A noi non resta che congratularci, come parrocchia, con i docenti e gli alunni della IIC di Ghilarza.
Ad maiora!