4 NOVEMBRE 2014

06.11.2014 10:33

In queste poche righe della preghiera che è stata recitata alla fine della Messa delle 10,30 in commemorazione dei caduti di tutte le guerre, per festeggiare le Forze Armate e per implorare la Pace, è il significato della cerimonia che ogni anno si celebra nella nostra Parrocchia e davanti al monumento dei caduti, a cui partecipano gli alunni delle scuole, i diciottenni, che aprono ufficialmente i loro festeggiamenti e i superstiti dell’ultima guerra mondiale. Man mano che passavano gli anni i superstiti erano sempre di meno, finché ora ne è rimasto solo uno, il signor Fadda, al quale auguriamo ancora lunga vita. Il testimone, ormai da 5 anni, è passato ai ragazzi che diventano maggiorenni  nel corso dell’anno. Quest’anno la leva del 1996. Essi con molta consapevolezza portano la bandiera degli ex combattenti, la corona d’alloro e partecipano attivamente alla Liturgia col proclamare la Parola di Dio e la preghiera finale.
Quest’anno la chiesa era veramente colma di giovani, che hanno seguito il rito con molta compostezza e convinzione, e questo ha rallegrato il celebrante, le autorità presenti e i fedeli tutti.
La Messa è stata celebrata da don Italo, ma don Salvatore ha voluto comunque salutare le autorità.
All’omelia don Italo compiacendosi per la partecipazione seria dei ragazzi li ha esortati ad essere consapevoli che la Pace di cui godiamo in Italia grazie al sacrificio di tanti soldati, è un bene che va conservato e coltivato giorno per giorno, nelle azioni quotidiane, volte tutte a costruire dignità, signorilità, armonia, laddove viviamo.
Anche il sindaco, una volta raggiunto in corteo il monumento ai caduti, ha espresso la sua soddisfazione per essere riuscito, durante i dieci anni del suo mandato, ad avvicinare i ragazzi della “Leva”alla popolazione, coll’aver ottenuto la loro partecipazione attiva alla cerimonia odierna, di cui vanno fieri. Ha esortato i ragazzi tutti a costruire la pace con la loro vita di ogni giorno, perdonando e chiudendo la giornata essendo in pace con tutti. Purtroppo le guerre non sono finite neanche da noi, non soltanto nel mondo. E le guerre odierne sono le rapine, i furti, le prevaricazioni da parte di pochi, ma che danneggiano tutti. Un esempio di prevaricazione a danno di tutti è rappresentata dal non pagare le tasse, che sono la partecipazione dei cittadini alle spese che la comunità sostiene per realizzare i servizi di cui tutti godono. Se tutti pagassero la loro quota la cifra sarebbe equamente divisa e non peserebbe tanto, come invece capita ora, dove i “furbetti” sono sempre più numerosi e costringono gli onesti ad essere oberati. Ha ribadito anche che gli appartenenti alle Forze Armate vanno ringraziati e rispettati, in quanto senza di loro, che fanno rispettare le leggi democraticamente espresse, non sarebbe possibile l’armonica convivenza.     
  La cerimonia si è chiusa, come ogni anno, con la lettura, da parte di un gruppetto di ragazzi della leva, dei nomi di tutti i caduti di Ghilarza.