Eventi

In questo spazio vogliamo comunicare gli eventi speciali che arricchiscono la storia della nostra comunità parrocchiale: particolari celebrazioni, accoglienza di persone “speciali”, iniziative, pubblicazioni, concerti e quant’altro anima in modo speciale la vita e la storia della nostra comunità.

 

MESE DELLA CULTURA 2011

MESE DELLA CULTURA, AL PRIMO POSTO  IL VOLONTARIATO 

 

           Bilancio più che positivo per la  la 29° edizione del “Mese della Cultura” di Ghilarza dedicato quest'anno al Volontariato, prendendo spunto dalla decisione del Consiglio dell'Unione Europea, che ha  individuato il 2011 come anno europeo del Volontariato. Senza alcun dubbio il modo migliore per celebrare le attività di persone che liberamente e senza fine di lucro, dedicano parte del proprio tempo a vantaggio di singoli o della società nella quale assumono forma concreta valori importanti quali la solidarietà e la non discriminazione, contribuendo in tal senso ad un generale sviluppo armonioso.

Dal 15 ottobre al 12 novembre è stato un susseguirsi di appuntamenti che hanno ancora una volta confermato la grande valenza e importanza regionale dell'appuntamento culturale voluto dall'amministrazione comunale e condiviso dalle tante associazioni locali che hanno collaborato e sono state l'anima e le vere protagoniste del "Mese".

"Le 27 associazioni coinvolte, spiega il vice sindaco Francesco Miscali che ha coordinato la manifestazione,  hanno raccontato il Volontariato attraverso la fotografia, ricerca, musica, pittura, danza, poesia e cultura sarda, folk e tradizione, donazione, opere di assistenza e di giustizia sociale promuovendo 17 appuntamenti fra incontri, dibattiti, conferenze, testimonianze, laboratori mostre, spettacoli, cerimonie, esposizioni, riconoscimenti, raccolte e ritrovi. A tutti coloro che hanno contribuito all'organizzazione e alla buona riuscita della manifestazione, afferma  Miscali, va un grazie di cuore, con l'augurio per un arrivederci al prossimo anno".

Tra le manifestazioni più significative ( anche se tutte sono state di alto spessore e interesse) ne rimarchiamo qualcuna  ed in particolare quella svolta presso i giardini del Viale Antonio Carta, a due passi  dal Comune e dalle scuole elementari,  per adagiare sulla terra la scultura "Seme della solidarietà" di Pinuccio Sciola. L'opera è stata inaugurata e benedetta dal parroco mons. Salvatore Marongiu durante la toccante manifestazione  "Le piazze della solidarietà" che  ha fatto tappa anche a  Ghilarza. La cerimonia era stata preceduta da un incontro nell'Auditorium  a cui hanno preso parte i rappresentanti delle associazioni di volontariato cittadino e delle istituzioni locali e provinciali.  Il dibattito è stato coordinato  dal referente del Sa.Sol. Point n. 30 di Ghilarza Antonio Francioni,  al quale hanno portato i loro saluti il sindaco Stefano Licheri, il parroco  Salvatore Marongiu, l'artista Pinuccio Sciola, il presidente del CSV Sardegna Solidale Gian Piero Farru e i rappresentanti delle associazioni del territorio, a cui sono state consegnate le bandiere dell'Anno europeo del volontariato. "Servizi sociali, cultura e volontariato stanno bene insieme – ha  sottolineato  il presidente del CSV Sardegna Solidale Gian Piero Farru – attraverso il  servizio nel volontariato noi facciamo cultura del dono. Siamo una presenza che fa ragionare e pensare, nell'esercizio di un'attività libera, spontanea e gratuita” . Tra le altre tante iniziative spiccano quelle promosse dalle associazioni parrocchiali con in testa il convegno con Suor Giuliana Tosetto, che ha parlato della sua esperienza di responsabile della Casa Famiglia " Iniziativa amica". Nel corso della serata dal titolo " Il volontariato come dono",  è stato consegnato un importante riconoscimento alle suore del Cottolengo di Ghilarza con la seguente motivazione: "L'Amministrazione Comunale, interpretando i sentimenti delle tante generazioni di ghilarzesi che hanno beneficiato dell'attività di educazione e solidarietà delle suore cottolenghine, esprime riconoscenza per l'importante ruolo esercitato da Suor Rita e da tutte le religiose nella loro decennale opera a favore della nostra comunità". Ricordiamo che Suor Rita, è  arrivata nella nostra comunità 40 anni fa , mentre le cottolenghine operano in paese dal lontano 1919. Tra gli  appuntamenti  più seguiti, ricordiamo il bellissimo incontro-dibattito con lo psicologo Enzo Aceti in un Auditorium gremito in ogni ordine di posti e che ha saputato catturare l'attenzione dei presenti con un linguaggio semplice e facile da ascoltare pur trattando argomenti seri e impegnativi.  

  Serafino Corrias

 

 

MISSIONE PARROCCHIALE POPOLARE E VISITA PASTORALE.doc (63 kB)

 

CHE COSA E' LA "MISSIONE POPOLARE?

La missione é l'annuncio straordinario della Parola di Dio proclamata da una comunità profetica che, nella potenza dello Spirito santo e per mandato della Chiesa, chiama ogni uomo alla conversione allo scopo di rifondare o far crescere la comunità cristiana, così che da evangelizzata diventi evangelizzatrice.
Si inserisce nei programmi pastorali della Chiesa particolare e contribuisce a realizzarli.

 

 

MISSIONE PARROCCHIALE POPOLARE

Ghilarza 2-17 aprile 2011

 

La nostra comunità parrocchiale ha vissuto quest'anno un particolare dono di grazia: la Missione Popolare, guidata e animata dai missionari vicenziani. Il tema della Missione :"Parrocchia, famiglia di famiglie", è stato scelto per meditare su questa realtà, la famiglia, cellula fondamentale della società, attanagliata da tanti problemi.

Quali le finalità della Missione? : 1) aiutare ogni parrocchiano, anche non praticante ma desideroso di riprendere un cammino di spiritualità, a riscoprire la Chiesa di Cristo come propria, come realtà che “accompagna nel cammino della vita, alla ricerca della verità, favorendo un’esperienza comunitaria di fede”;                                                                                                                          2) “aiutare a riscoprire il significato, il dono e la responsabilità della" Famiglia", prima cellula della società e della comunità cristiana.                                                                                                                                        La Parrocchia ha organizzato la Missione facendola precedere dalla recita della  preghiera, scritta da don Salvatore, dalla distribuzione del libretto col programma a tutte le famiglie del paese, con la mappatura dell'abitato e la sensibilizzazione di quelle persone che non conoscevano questa forma di evangelizzazione.
La Missione è stata preceduta dalle visite fatte da 2 religiose e da due laiche, Anna ed Edda, che hanno visitato le famiglie del paese, sensibilizzandole all'evento della missione e portando parole di speranza e di conforto agli ammalati e alle persone sole e desiderose di consiglio.

A questo lavoro propedeutico è seguita la Missione vera e propria,tenuta da 5 missionari vicenziani, che hanno svolto in 15 giorni un grande lavoro apostolico, che si può sintetizzare nell’annuncio straordinario della Parola di Dio proclamato alla comunità parrocchiale che, nella potenza dello Spirito Santo e per mandato della Chiesa, chiama ogni uomo alla conversione allo scopo di far crescere la comunità cristiana, che da evangelizzata diventa evangelizzatrice. I parrocchiani sono stati invitati ad essere consapevoli della propria fede e ad un cammino di annuncio, comunione e missione.

Questo lavoro si è svolto con le celebrazione eucaristiche, sempre accompagnata dalla omelia, con le visite agli ammalati, sia nelle loro case, che nei vari luoghi di ricovero e cura, con gli incontri per i giovani, gli sposi, le giovani coppie, i ragazzi della Cresima e della Prima Comunione,i ragazzi delle scuole cittadine, con le confessioni, e, infine, i Centri di Ascolto presso diverse famiglie del paese.

Quali i frutti della Missione? Solo lo Spirito li conosce.

Noi possiamo solo dire che ci sono stati degli incontri e delle cerimonie molto affollate e partecipate, tantissime le confessioni; altri incontri, al contrario, sono andati pressoché deserti o poco partecipati. I centri di ascolto sono stati, in linea di massima, partecipati e sono serviti anche a rinsaldare amicizie tra le famiglie dei diversi rioni, a conoscersi, a intrecciare legami di buon vicinato.

I missionari sono stati contenti della calorosa accoglienza ricevuta e della partecipazione.

La comunità parrocchiale di Ghilarza eleva un ringraziamento a Dio per i doni di grazia elargiti durante la missione, ai missionari che hanno evangelizzato, secondo il loro stile, a tutti coloro che si sono spesi in diversi modi, per la buona riuscita della missione.

Nella nostra comunità la Missione Popolare si è intrecciata con la visita pastorale del nostro vescovo Monsignor Ignazio Sanna.

 

VISITA PASTORALE

Cosa è la Visita Pastorale? In che cosa consiste?

La Visita Pastorale è «un segno della presenza del Signore che visita il suo popolo nella pace» (Pastores gregis, 46). Con tale segno il Vescovo esercita il suo ministero, quello cioè di essere immagine viva di Gesù Buon Pastore che cura il gregge che gli è stato affidato con l’insegnamento, la santificazione e il governo, animato da vera carità pastorale al fine di perpetuare l’opera di Cristo, Pastore eterno. La Visita Pastorale è quindi «una delle forme, collaudate dall’esperienza dei secoli, con cui il Vescovo mantiene contatti personali con il clero e con gli altri membri del Popolo di Dio. E’ occasione per ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli, è anche l’occasione per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e ad un’azione apostolica più intensa» (Apostolorum successores, 221).

La Visita Pastorale costituisce inoltre, a norma del Codice di Diritto canonico, uno dei doveri più espressivi del Vescovo che ha l’obbligo di visitare tutta la diocesi almeno ogni cinque anni con la debita diligenza (cfr. CJC, c. 396 §1, c. 398), spinto dallo stesso entusiasmo evangelico degli Apostoli e dall’esempio dei pastori della Chiesa di tutti i tempi e di tutti i luoghi. La nostra realtà diocesana consente al Vescovo di avere già ordinariamente un rapporto piuttosto stretto e personale con tutti i presbiteri, le comunità religiose e le parrocchie, tuttavia è proprio la Visita pastorale che intensifica e rende visibile in modo eminente tale stretto legame del pastore con il suo gregge, presentandosi a tutti come principio e fondamento dell’unità nella Chiesa diocesana (cfr. LG, 23). Quindi la Visita Pastorale è un evento che coinvolge la nostra Comunità Parrocchiale: Gesù, il Pastore (cfr. Gv10), nella persona del Vescovo viene a confermare la nostra fede. La Visita Pastorale è infatti una forte esperienza del Signore Gesù. Inoltre essa vuole essere "risveglio", "proposta", "risposta", aiuto a un progetto di vita cristiana e di vera graduale formazione di una comunità cristiana.

Concretamente
Il Vescovo incontra le Amministrazioni Comunali, gli organismi pastorali, i catechisti, i ministri e i collaboratori del Parroco, le associazioni e movimenti ecclesiali presenti. Ascolta le persone che volessero liberamente parlare con Lui. Visita gli ammalati. Presiede le celebrazioni liturgiche in modo che la visita pastorale divenga una profonda esperienza di preghiera, finalizzata a riscoprire il centro del nostro essere Chiesa: Parola, Preghiera, Eucaristia e sacramenti, fraternità e formazione.

Ed è quanto è accaduto a Ghilarza.

Il giorno 12 aprile si è tenuta l'Assemblea parrocchiale con il vescovo in Parrocchia.

Questo il discorso che il Parroco ha rivolto al Vescovo, presentandogli la

"SITUAZIONE E PROGRAMMAZIONE DI CHIESA COMUNITA’"

 

«O Dio paziente e misericor­dioso, disponi i nostri cuori all’ascolto della Tua Parola perchè si compia in noi la ve­ra conversione».

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Alla Chiesa sempre è chie­sto di essere serva e sposa del Suo Signore, di essere bella come è bello il suo Sposo che l’ha generata dal suo cuore squarciato. E proprio perché è ser­va dello Sposo, essa deve sempre misurarsi con il tempo della storia degli uomini per com­prenderne le attese, per sa­narne le ferite e aiutare a indirizzare lo sguardo alle cose ultime, verso le quali tutti avanziamo.

La Chiesa deve servire con fedeltà la Parola di Dio e trar­re dall’Eucarestia l’identità di comunione che le appartiene e la gioia della missione.

Per rispondere ai segni dei tempi e, soprattutto, per entrare sem­pre più nel mistero della Chiesa stessa, c’è una do­manda ineludibile: cosa vuole lo Spirito di Dio dalla nostra Chiesa oggi, in questo contesto culturale che per certi versi talvolta potrebbe essere  de­scrivibile come post-cristia­no?

Innanzitutto lo Spirito vuole che la nostra Chiesa prenda coscienza di essere un dono di Dio, di lui sposa, di lui figlia, di lui discepola, popolo amato, perdo­nato, vivo e vivente dell’a­more e nell’amore di Dio

Penso che non abbiamo bisogno tanto di apparati senza anima ma piut­tosto abbiamo tutti bisogno dell’umiltà per vivere il ser­vizio, dell’amore per portare i pesi gli u­ni degli al­tri, della comple­menta­rietà pasto­rale per ri­spettare la grazia del­la vocazio­ne di ciascuno.

Cosa vuole lo Spirito da noi?  Chiede di capire che siamo una Chiesa di salvati, comunità-co­munione, Chiesa ministeriale capace, cioè, di riconoscere e armonizza­re i doni dello Spirito, dalla grazia vocazionale del Batte­simo al ministero coniugale e alla consacrazione sacer­dotale, ai ministeri ec­clesiali tutti; ognuno con il suo dono e con il suo compito.

Penso che la strada sia Un’attenzione nuova alla famiglia; amata, custodita, ricono­sciuta come soggetto vero di pastorale nel senso più am­pio.

Vorremo essere Chiesa comunità-comunione, ricca del dono dello Spirito e da esso santificata, rac­colta attorno al man­dato apostolico nella persona del Vescovo, segno e perno della u­nità, pacificata in tut­ti i suoi membri, im­pegnata come popolo ad annunciare la Sal­vezza, articolata in tanti e svariati ministeri  ma una nel­la fede, nella carità e nella missione.

La Chie­sa corpo di Cristo non può essere un ar­cipelago o una federa­zione di feudi, come pure, nella Chiesa,  non può avere cittadinanza una sorta “di tutti uguali”, quasi un azzeramento di man­dati, ma piuttosto, va vis­suta una dimensione di appartenenza che ci fa tutti servi e tutti an­nunciatori della via della Salvezza ognuno con il proprio mandato.

Ritengo necessario anche un impegno più profondo nella Liturgia nel suo insieme e, in particolare, la celebrazione dei Sacramenti.

Ci sono dei nodi che dovremo sforzarci di sciogliere, so­prattutto sul senso del cele­brare, sul rapporto tra festa del Signore e memoria dei Santi, sull’intreccio talvolta stridente tra folklore e pietà popolare, tra cultura di tradizioni e messaggio evan­gelico.

Va assolutamente rimeditata la cen­tralità dell’Eucarestia come memoria dell’evento pasquale e come sorgente della vita della Chiesa.

Cosa vuole lo Spirito da noi?

Un’attenzione nuova alla famiglia; amata, custodita, ricono­sciuta come soggetto vero di pastorale nel senso più am­pio.

Grande ricchezza di ministeri e di servizi, ma tutti orientati ad arricchire tutti e a promuovere unità all’interno della comunità.

  1. Consiglio pastorale
  2. Consiglio per gli affari economici
  3. Ministranti
  4. Ministri straordinari della comunione
  5. Confratelli
  6. Gruppo catechistico
  7. Gruppo famiglia
  8. Gruppo missionario
  9. Gruppo liturgico
  10. Cori
  11. Caritas
  12. Azione cattolica
  13. Gruppo dei focolari
  14. Gruppo francescano adulti, gifra e araldini
  15. Apostolato della preghiera
  16. CIF
  17. Gruppo volontari della sofferenza
  18. OFTAL
  19. Caritas
  20. Ministranti
  21. Ministri straordinari della comunione

 

Lo Spirito apra ancora oggi il nostro cuore perché  la nostra Chiesa si faccia capace di fa­re il viaggio con l’umanità al­la quale Dio ha donato Gesù Salvatore e sia pronta, at­traente per que­sta umanità.

La nostra chiesa non è né più buona né più cattiva delle altre comunità, di quelle di ieri e di quelle di oggi. Semplicemente è la nostra Chiesa che amiamo, nella quale viviamo e che tutti insieme siamo chiamati a rendere più santa e più bella>>.   

Il 13 aprile il Vescovo ha presieduto la santa Messa celebrata per tutti gli ammalati e gli anziani della nostra comunità, accompagnati dai volontari dell'OFTALSI, e ha amministrato il Sacramento degli infermi a molti di loro.

Il 15 aprile era di nuovo tra noi per amministrare il Sacramento della Cresima a 39 ragazzi

La Visita Pastorale è ripresa il 7 maggio, quando, alle 17,30 il Vescovo è stato accolto ufficialmente dalle autorità e dalla popolazione nella Chiesa di san Palmerio, ed è stato quindi accompagnato in corteo fino alla Chiesa parrocchiale, dove il Parroco il Sindaco e il consiglio Pastorale, nella persona della Signora Ines, gli hanno rivolto il benvenuto.

 

SALUTO DEL PARROCO

 

"Eccellenza Reverendissima, caro padre, è motivo di grande gioia la sua presenza in questa comunità parrocchiale che riceve la visita pastorale.

Abbiamo atteso con l’intensa preparazione della Missione Parrocchiale e con la preghiera questo momento.

Oggi vediamo nella sua persona la presenza dell'apostolo con "l'assillo quotidiano per tutte le chiese" che viene ad illuminare, confortare, consolare e correggere.

La sua, noi crediamo, è la visita del Padre, che sente il bisogno, seguendo l'esempio di Gesù, di conoscere le sue pecorelle, per meglio aiutarle in quel lavoro di conformità a Cristo, che poi diverrà testimonianza di vita, fatta di fede, di amore e di servizio.

Penso infatti che la Visita Pastorale sia, tra le molteplici iniziative del vescovo, quella che meglio di tante altre esprime la paternità con la quale intende attuare la sua sollecitudine di padre e pastore.  Luca, negli Atti degli apostoli, narra le peregrinazioni di Pietro e Paolo nelle prime comunità cristiane, da essi stessi fondate, per visitarle, per confortarle, per confermarle nella fede, per risolvere problemi e controversie, e per correggere, a volte, certe deviazioni.

E comunque, sempre per alimentare la carità.

C'è tanta confusione nel mondo: si diffonde la violenza e si afferma la cultura della morte. L’affievolirsi della fede porta anche nelle nostre comunità, allo scadimento di valori e principi senza i quali non si può vivere degnamente né come uomini né come cristiani.

In una prima parte della Visita Pastorale, anticipata nel corso della Missione parrocchiale, lei ha già avuto modo di conoscere la nostra comunità nell’assemblea del 12 aprile; nella messa per i malati ha incontrato e confortato i nostri malati e anziani impartendo anche il sacramento dell’unzione degli infermi; e nella messa conclusiva della missione parrocchiale ha fatto dono del sacramento della cresima a 40 nostri ragazzi.

Di tutto questo la ringraziamo vivamente!

Ora desideriamo che lei avvicini tutti, le istituzioni presenti nel territorio,  le forze che in vario modo operano nella nostra comunità religiosa e civile, nell’ambito dell’amministrazione, della sicurezza, dell’istruzione e del sociale in genere.

E poiché sentiamo di aver bisogno della sua parola e della sua preghiera consideriamo questa visita un ulteriore singolare dono di grazia.

La Missione ci ha sollecitato a interrogarci sul ruolo della parrocchia, famiglia di famiglie, oggi, e su quale parrocchia vogliamo progettare.

I pastoralisti vedono la parrocchia come la struttura ecclesiale di base, dove tutti siamo nati e continuamente rinasciamo alla fede. Quando si riceve il battesimo si è annottati nel registro dei battezzati che sta in parrocchia. E allora la parrocchia è la comunità ecclesiale di tutti anche dei cosiddetti lontani, degli allontanatisi, o degli allontanati, o dei disimpegnati, insomma di tutti quelli che sono battezzati e che vivono nel territorio.

Ma è sufficiente questo per affermare che tutti coloro che fanno parte della parrocchia sono davvero cristiani? Non le nascondo che spesso questa discrepanza tra l’appartenenza giuridica e la vita vissuta è motivo di scoraggiamento e diventa, talvolta, tentazione di resa.

Può la parrocchia essere semplicemente una qualsiasi aggregazione che tenta di tener viva la religiosità della gente? O semplicemente una agenzia di servizi religiosi? Una distribu­trice di sacramenti e di benedizioni per tutti i casi della vita? O anche solo un ente assi­stenziale più o meno efficiente di fronte a tutte le falle assistenziali dell'amministrazione pubblica?

Le domande sono molte e in effetti la gente accosta la parrocchia a seconda dei suoi biso­gni. Ma io penso sia importante che la Visita Pastorale ci aiuti a riscoprire il vero volto e il fine fondamentale della Parrocchia..

Confermi in noi, Eccellenza, la ferma convinzione che la parrocchia è per il servizio alla fede della gente e che se non offre questo fondamentale servizio non è più la chiesa tra le case.

Ci aiuti ad andare oltre il religioso, oltre l'as­sistenziale, oltre il tradizionale, oltre l'intrattenere, in modo che la nostra parrocchia sia innanzitutto il luogo e lo strumento capace di generare alla fede nel quo­tidiano della vita. 

Vogliamo pensare che la Visita Pastorale possa essere per me parroco e per tutti i collaboratori un invito forte a non deporre le armi, a non smettere di lavorare, di impegnarci.

Siamo certi che Lei, proprio perché ha il compito di “confermare i fratelli nella fede” sarà capace di risvegliare in tutti noi la speranza.

Con i versi di una poesia di Turoldo vogliamo dirci a vicenda: “torniamo a sperare, come la primavera torna ogni anno a fiorire”.

Ci aiuti, Eccellenza, a riscoprire il "vero volto" della Chiesa e a prende­re coscienza che ognuno di noi è un "piccolo mattone" di questa comunità. Ci aiuti a riscoprire con gioia che tutte le realtà che sono pro­prie della Chiesa universale noi le viviamo nella Parrocchia, che è la Chiesa qui e ora.

Ci aiuti a non dimenticare mai che la parrocchia non è un fossile che possa vivere solo di tradizioni, ma è “famiglia di famiglie”, "organi­smo dinamico" che va costruito giorno per giorno e in questa costruzione siamo tutti impegnati, ognuno nel suo campo e con i suoi carismi.

Così prenderemo coscienza che nella Parrocchia non è possibile "deman­dare" ad altri ciò che ognuno deve fare in prima persona e che la Parrocchia deve essere "cristianamente organizzata", senza abbandonarsi all'improvvisazione.

Da qui la ne­cessità del progetto pastorale e della sua ve­rifica periodica. Da qui  l'utilità del Consiglio Pastorale che promuova validi e convinti operatori pastorali. 

Ci aiuti a ripartire per un cammino di Chiesa che ci faccia nuovamente innamorare della Parrocchia riscopren­done il volto e soprattutto la vita.

S. Paolo, scrivendo alla comunità di Filippi dice: "Ringrazio il mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi, pregando sempre con gioia in ogni mia preghiera... e prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento. Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore così come avete imparato, carissimi...”.

Questo osiamo pensare dei suoi sentimenti verso questa comunità, non perché sia la migliore, né la più zelante, né la più efficiente, ma solo per pura gratuità e amore di apostolo.

Ci faccia spazio nel suo cuore.

Noi vogliamo sentirla pastore e guida, dottore autentico che predica al popolo la fede e la illustra alla luce dello Spirito e veglia per tenere lontano dal gregge gli errori che lo minacciano (LG 25) e le paure che lo turbano.

Così la salutiamo, così la accogliamo.

Benvenuto fra noi!"

 

Benvenuto del Consiglio Pastorale Parrocchiale

Eccellenza Reverendissima,

a nome del Consiglio Pastorale e di tutta la comunità di Ghilarza, desideriamo porgerLe il più caloroso benvenuto nella nostra Parrocchia per la visita Pastorale.

            Lei oggi viene tra noi, come  Gesù Buon Pastore, a guidare il cammino di questo piccolo gregge, ci donerà il nutrimento spirituale della parola di Dio e consacrerà e spezzerà, con noi e per noi, il Pane Eucaristico, indispensabile nel cammino della nostra salvezza.                                     La sua visita, Eccellenza, giunge in un momento di particolare grazia per la nostra comunità, che ha appena concluso quindici giorni di missione parrocchiale durante i quali abbiamo potuto vivere intensi momenti di spiritualità, guidati ed illuminati dalla luce di Cristo.                     Eccellenza, confidiamo che la Sua presenza ci stimoli ancora di più nel nostro cammino di fede, rafforzi in noi la speranza, ci sproni ad essere testimoni concreti di carità.                        

            La comunità parrocchiale di Ghilarza coincide all’incirca con la comunità civile che è di  4.700 abitanti (secondo i dati aggiornati al 31-12-2010). Il numero delle persone decedute viene compensato, generalmente, da quello dei nuovi nati. Sono invece diminuiti i matrimoni celebrati con rito religioso e, probabilmente, sono aumentati i matrimoni civili, tenuto conto che, nel nostro paese, sono presenti varie famiglie di diverse etnie e religioni.

             Nell’ambito della Parrocchia si svolge l’attività di catechesi, che è frequentata regolarmente, e questo consente che vengano impartiti con regolarità i sacramenti dell’iniziazione cristiana.  Inoltre, come ha potuto sentire nella recente assemblea parrocchiale, abbiamo numerosi gruppi che lavorano in buon accordo tra loro, pur operando ciascuno secondo la spiritualità che lo contraddistingue. Siamo una parrocchia che abbastanza prontamente accoglie e si attiva per le varie iniziative che il nostro parroco ci propone.                       Questa Visita Pastorale ci darà la forza per lavorare con rinnovato impegno, per essere luce e testimonianza di vita più intensa e coerente con il vangelo di Cristo.

            Grazie, Eccellenza, per essere venuto tra noi per aiutarci, sorreggerci e guidarci nel nostro cammino di vita cristiana .                              

Questo il discorso pronunciato dal sindaco Stefano Licheri:

Saluto del Sindaco Stefano Licheri

 

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mio, della Giunta, dell’intero Consiglio Comunale e di tutti i dipendenti della pubblica

Amministrazione, Le porgo il benvenuto in Consiglio.

 

In occasione della celebrazione della sua Visita Pastorale ho potuto apprezzare il discorso di avvio,

in particolare la frase di San Agostino da Lei utilizzata per far comprendere l’importanza di tale

visita ufficiale, “non si può amare ciò che non si conosce”.

 

Con vero piacere, cercherò di illustrarLe come la vita politica e amministrativa si è evoluta in questi

ultimi anni, e quali saranno le prospettive per il prossimo futuro.

 

Questo Consiglio Comunale è stato rinnovato circa un anno fa, il Sindaco e i due terzi del gruppo di

maggioranza sono stati riconfermati per il secondo mandato. Normalmente le liste candidate alla

guida del paese sono due, nelle ultime tornate elettorali ambedue civiche, ma nel pensiero comune

rappresentano il nuovo centrodestra e il nuovo centrosinistra, cioè le nuove generazioni delle

storiche liste DC e PCI, che a Ghilarza si sono storicamente alternate per tantissimi anni.

 

Dopo sedici anni di esperienza all’interno della vita politica locale, posso affermare con una certa

convinzione che i cittadini ghilarzesi prediligono sostenere liste composte da persone che hanno

maturato una importante esperienza all’interno della politica cittadina. Non è un caso infatti che

tutti gli otto consiglieri riproposti alle recenti consultazioni, sono stati tutti rieletti e la vecchia

Giunta riconfermata quasi totalmente perché i vecchi componenti sono stati i più votati della lista

vincente. Tale convinzione deriva anche dal fatto che tutte le volte che è stata proposta alla

cittadinanza una terza lista civica, composta quasi totalmente da giovani o da persone che mai

avevano militato all’interno di qualsiasi attività politica, questa ha raccolto un numero davvero

esiguo di consensi.

 

La considerazione importante è che tutto questo è sempre avvenuto con grande senso civico, con

grande rispetto reciproco e con l’unico intento di perseguire il pubblico interesse. La capacità

espressa da tutte le forze politiche, che in tutti questi anni si sono alternate alla guida del paese, è

sempre stata quella di riuscire a tenere unito il paese evitando divisioni e ancor peggio ostilità

animate da divergenze politiche o partitiche.

 

Chi si trova a dover assumere le responsabilità politiche e gestionali della complessa

Amministrazione comunale di Ghilarza, viene sollevato immediatamente dalla consapevolezza che

tutto il personale è dotato di grande esperienza e enorme motivazione. Anche in occasione

dell’ultimo Consiglio Comunale ho evidenziato come tutto il personale stia continuando a lavorare

con impegno e serietà, nonostante le umiliazioni subite dai numerosi tagli sulla funzione pubblica,

sia sugli stipendi che sui rimborsi spettanti in caso di utilizzo di mezzi idonei a garantire il regolare

svolgimento delle funzioni amministrative e tecniche.

 

La parte più complessa riguarda il mantenimento di tutte le strutture e attività storicamente operanti

a Ghilarza. I servizi offerti dalla nostra comunità eguagliano quelli di una normale cittadina, ma i

trasferimenti e le entrate sono proporzionati a quelli di un paese che sta al di sotto dei cinquemila

abitanti. Solo nelle città infatti esistono tanti servizi sanitari come ospedale, poliambulatorio, igiene

pubblica, veterinaria. Ma anche i servizi rivolti ai lavoratori come l’unico sportello Inps in tutta la

Provincia, oltre a quello oristanese, e il Centro Servizi per il Lavoro che serve l’intero territorio del

centro Sardegna, ma anche i tantissimi sportelli di categoria. Anche il servizio scolastico è coperto

già dalla prima infanzia con la presenza di un modernissimo asilo nido, ben tre scuole materne, due

pubbliche e una privata, elementari medie e tre corsi superiori, Liceo Scientifico, Liceo Linguistico>>.

 

 

 

            Nel pomeriggio dell'8 il vescovo ha visitato gli ospiti della Casa di Riposo, della Casa Protetta e della Casa Famiglia e alle 18, nella torre aragonese è stato accolto dal Sindaco e dalla Giunta Comunale.

 

Il 9 maggio la visita pastorale è continuata con la visita del Vescovo alle varie scuole del paese al mattino e al pomeriggio con l'incontro con gli operatori della sicurezza e del sociale. La Santa Messa solenne ha chiuso ufficialmente la Visita, ma il mattino seguente Sua Eccellenza era di nuovo tra noi per visitare gli ammalati all'ospedale e i bambini di due diversi asili .

 

Questo il saluto di commiato e di ringraziamento che don  Salvatore ha rivolto al Vescovo al termine della celebrazione Eucaristica del 9 maggio:

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Un grazie affettuoso a Lei per i momenti trascorsi insieme, per le sue parole illuminate, per tutto ciò che ha caratterizzato la Sua presenza. Non importa se i momenti siano stati lunghi o brevi, ma sicuramente carichi di emozioni. Ognuno li ricorderà per ciò che lo ha maggiormente colpito e per lo stato d’animo con cui ha vissuto questi avvenimenti: i collaboratori della parrocchia, gli amministratori, gli insegnanti e gli alunni delle varie scuole materne, elementari, medie e superiori; i nuovi cresimati,  i malati, gli operatori della sicurezza e del sociale. Grazie a nome di tutti loro e mio personale. 

La Parrocchia ha vissuto un frammento di storia molto importante.

E da qui è chiamata a ripartire con nuovo slancio, cercando di attuare un progetto di continuo rinnovamento che porti  a superare il rischio dell'autoreferenzialità come pure di configurarsi come "stazione di servizio".

Il tratto qualificante dovrà essere pertanto la centralità dell'evangelizzazione, intesa unita­riamente come annuncio della parola, celebrazione dei sacramenti, vita di comunione, all'interno di un'azione pastorale che intende raggiungere persone oggi molto differenziate sotto il profilo della vita di fede: i cristiani praticanti e impegnati in una concreta collaborazione nell’attività pastorale; i battezzati la cui fede è rimasta allo stadio della prima formazione cristiana senza giungere a vera maturi­tà; coloro che si sono allontanati dalla partecipazione e dalla vita della Chiesa.

Praticamente ci proponiamo di mettere la domenica come scelta fon­damentale e luogo costitutivo della parrocchia; di incoraggiare ed incrementare la soggettività ministeriale della famiglia; le nuove forme di corresponsabilità, di partecipazione e di ministerialità dei laici, impegnandoci per la loro formazione permanente; le associazioni e i movimenti eccle­siali come risorsa in un imprescindibile rapporto si unità al servizio della e nella parrocchia; il radicamento della parrocchia nel territorio inteso non solo come appartenenza a un luogo geografico ma soprattutto come riferimento ai diversi ambiti di vita delle persone.

Sarà poi importante che si formi gradualmente una mentalità che punti in prospettiva alle unità pasto­rali per favorire una pastorale integra­ta.

Vorrei terminare con un augurio che era usato nella religione ebraica:  ‘Possa il tuo ricordo essere una benedizione!”

Possa questa Visita Pastorale essere ricordata come una benedizione e possano durare nel tempo i suoi benefici. Possa questa sua prima Visita Pastorale aiutare la Chiesa Arborense a far sì che le nostre Comunità Parrocchiali si riconcilino, siano testimoni credibili di comunione e di umile servizio, portino unione nelle nostre famiglie. 

Possa il suo incoraggiamento, il nostro impegno e la nostra comune  preghiera aiutarci e far si che il perdono prevalga sulla vendetta e che il cuore si apra ad accogliere la bella notizia dell’amore di Dio.

Sento il dovere di esprimere la mia cordiale gratitudine anche a tutte le persone che, in modo nascosto o visibile, hanno dedicato tempo, energie e capacità per la buona riuscita della Missione parrocchiale e della Visita Pastorale.

Il Risorto, Pastore dei pastori, porti a compimento propositi, impegni e speranze>>.

La scrivente e tutta la Chiesa di Ghilarza ringrazia sua Eccellenza e si augura che abbondanti frutti maturino a seguito della sua Visita e dei discorsi che ci ha rivolto e delle preghiere che, insieme abbiamo elevato al Signore.

Data evento: 16 ottobre 1999 
Nomina Episcopale di Mons. Mario Roberto Cassari e sua investitura a Nunzio Apostoliconel Congo e Gabon.                                    Una giornata indimenticabile.

Visita a Ghilarza del Card. Angelo Sodano, Segretario di stato di Sua Santità 

Solennissimo è stato è stato il rito di ordinazione episcopale del nuovo Nunzio apostolico del Congo e del Gabon S. Ecc. Mons. Mario Roberto Cassari, il pomeriggio del 16 ottobre 1999, nella storica cattedrale di Oristano strabocchevole di popolo, convenuto non solo dalla città, da Ghilarza, paese natale dell'ordinato, dalla arcidiocesi, da Tempio, diocesi cui era finora incardinato, e da ogni parte dell'isola.
Ha ordinato Mons. Cassari S. Em. il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato di Sua Santità, assistito da S. Ecc. Mons. Pier Giuliano Tiddia Arcivescovo di Oristano, e S. Ecc. Mons. Paolo Atzei Vescovo di Tempio-Ampurias. Hanno concelebrato: Em.mo Card. Vinko Puljic Arcivescovo di Sarajevo; Ece.mo Mons. Ottorino Pietro Alberti - Arcivescovo di Cagliari; Ece.mo Mons. Salvatore Isgrò - Arcivescovo di Sassari; Ece.mo Mons. Basile Mvé Engone - Arcivescovo di Libreville; Ecc.mo Mons. Luigi Gatti - Arcivescovo tit. di Santa Giusta, Nunzio Apostolico in Malta e Libia; Ecc.mo Mons. Giovanni Melis - Vescovo emerito di Nuoro; Ece.mo Mons. Giovanni Cogoni - Vescovo emerito di Iglesias; Ecc.mo Mons. Anatole Milandou - Vescovo di Kinkala; Ecc.mo Mens. Pietro Meloni - Vescovo di Nuoro; Ece.mo Mons. Franjo Komarika - Vescovo di Banja Luka; Ece.mo Mons. Tarcisio Pillolla - Vescovo di Iglesias; Ece.mo Mons. Antonio Vacca – Vescovo di Alghero-Bosa; Ecc.mo Mons. Luigi De Magistris, vescovo tit. di Nova, Reggente della Penitenzieria Apostolica; Ecc.mo Mons. Mark Sopí -Vescovo del Kosovo; Ece.mo Mons. Sebastiano Sanguinetti - Vescovo di Ozieri e numerosi sacerdoti di varia provenienza.
Hanno partecipato: On. Maúro Pili - Presidente della Regione; S.E. Dott. Luigi Riccio - Prefetto; Dott. Piero Ortu - Sindaco;
Dott. Salvatore Micali - ff. Presidente della Provincia; S. E. Sig. Eugene Milingout Mangaka Ambasciatore del Gabon presso la Santa Sede;
Dott. Gianfranco Carletti - Procuratore della Repubblica presso il Tribunale;  Dott. Sandro Licheri- Magistrato di Cassazione;
Dott. Vincenzo Carrozza -Questore; Gen. Placido Russo-Comandante Regionale dei Carabinieri;
Geom. Tommaso Sanna - Sindaco di Ghilarza;  Dott.ssa Rossana Saba - Viceprefetto /Capo di Gab. Pref; 
Col. Luigi Ferrarese - Direttore C.A.I.P. - Abbasanta;  Ten. Col. Bernardino Paci - Comandante Provinciale Carabinieri; 
Ten. Col. Egidio Cincotti - Comandante Gruppo G.d.F.; Ten. Col. Marcello De Giorgio - Comandante Polizia Municipale;

una sessantina di sacerdoti arborensi, di Tempio e delle altre diocesi del'isola.
Dirigevano la cerimonia Mons. Tonino Zedda e Don Giuseppe Sanna animava la liturgia la Polifonica arborense diretta dal Maestro Mons. Clemente Caria. Ha fatto la richiesta rituale il parroco di Ghilarza Don Salvatore Marongiu. Ha guidato l'Assemblea con ottime didascalie Mons. Nicola Deriu già parroco di Ghilarza. Hanno presentato i doni un gruppo scelto tra persone amiche del nuovo Arcivescovo, e tra esse una Suora congolese Angeliqúe Mfoulou dell'Istituto Figlie di S. Giuseppe le cui consorelle prestano servizio nella Nunziatura Apostolica di Brazzaville.
All'inizio della celebrazione ha parlato Mons. Tiddia, arcivescovo ospitante, per esprimere la gioia di questo giorno in cui l'arcidiocesi veda un suo figlio insignito dell'or- dine episcopale. Salutando e ringraziando S. Em. il Card. Sodano, venuto fra noi per questa fausta circostanza, Mons. Tiddia ha sottolineato la gioia della nostra Chiesa arborense che appena 15 giorni fa ha visto elevato all’onore degli altari un altro suo figlio, il Beato Fra Nicola da Gestori. La nostra riconoscenza scenza al S. Padre è veramente grande, viva essendo ancora la visita alla nostra città e la presenza in questa cattedrale il 18 ottobre del 1985.
Questa grazia è stata profetica: per oggi ne godiamo i misteriosi frutti. Cresce ancor più il nostro amore filiale a Giovanni Paolo II, coraggioso testimone dei Vangelo, temprato da tanta sofferenza per una serenità che stupisce e un'attività che ha dei prodigioso, per cui lo acclamiamo Vicario dell'amore di Cristo. S. Ecc. Mons. Cassari ringraziando al previsto momento conclusivo, non ha dimenticato nessuno, iniziando dalla SS.ma ,Trinità, e poi il S. Padre di cui ha ricordato il 21° anniversario di pontificato, il Card. Sodano, e chiudendo con la Mamma Signora Angelina Manca, presente al rito con l'immaginabile esultanza del suo cuore materno.
Parlando del ministero che dovrà svolgere nelle due Repubbliche del Congo (Brazzaville) e del Gabon, ha tutto sintetizzato quando ha detto che “ non c'è servizio senza amore, né amore senza servizio". Innumerevoli gli applausi all’ingresso dei corteo dei sacri ministri partito dal Seminario arcivescovile alla Cattedrale, e poi in particolari momenti del rito, quando il nuovo Vescovo è passato benedicendo in mezzo all'Assemblea, e poi al rientro del corteo nella Sacristia della Cattedrale. D'intesa con l'arcivescovo aveva tutto molto ben predisposto il Vicario Generale Mons. Mario Carrus, con grande sapienza e intelligenza pastorale.
Veramente la diocesi arborense ha fatto onore al S. Padre nella persona del card. Sodano, al nuovo Vescovo, alle Chiese delle due nazioni cui Mons. Cassari è inviato come Nunzio Apostolico.
               GM .Cossu, in « Vita Nostra », 24 ottobre 1999.


Ghilarza abbraccia Don Mario
Durante la messa nominato monsignore il parrocco Salvatore Marongiu 


La messa di ringraziamento di monsignor Mario Cassari, dopo la nomina episcopale di sbato pomeriggio, è stata un occasione di festa per l’intera cittadinanza di Ghilarza, suo paese natale. Tra balli sardi, una grande folla e i ricordi d’infanzia del nuovo vescovo.
GHILARZA. Ancora un ballo per favore. Il cardinale Angelo Sodano si fa rapire da su ballu tundu che i gruppi Onnigazza e Su carruzzu mettono in scena nel piazzale della parrocchia. “Bello, magnifico”. “ Sa Fuente”. Il piatto in rame sbalzato emette suoni che ricordano l’Africa, quell’Africa del Congo e del Gabon che ieri alza la bandiera bianco-gialla del Vaticano firmata e sventolata dal vescovo Mario Cassari, nato e cresciuto a Ghialarza. Qui, tutti lo conoscono fin da bambino e la chiamano ancora Mario, seguito, per devozione e stima, da un inchino impacciato comunque reverendissimo. Questo “grande figlio della chiesa romana”, da ragzzino fra s’Iscra e Santu Prameri ne ha combinato di belle. Stefano Medde ricorda quel sasso che Mario lanciò per difendersi da un amico-nemico: quattro punti sulla fronte. A pallone poi era un drag, centravanti tutto pepe, rombo di tonaca era già in seminario ma poteva giocare in serie B. Oggi dopo trent’anni Mons. Cassari di diverso ha solamente un paio di occhiali e i capelli grigi. Il passo però è sempre quello di una volta. Scatta come un furetto fra mille e ancora mille compaesani che lo abbracciano. A Ghilarza tutto è vero e tutto sa delle cose buone di una volta, si parla in sardo e ci si capisce, ci sono i gruppi folk che entusiasmano il cardinale Sodano, il segretario di stato del Vaticano. Foto e applausi scattano quando il Cardinale piazza lo zucchetto sul capo di Mons. Salvatore Marongiu e di un seminarista subito dopo. L’arcivescovo di Orbitano, Pier Giuliano Tiddia anticipa la Pasqua della chiesa Oristanese: “che giornata, figlioli, che giornat a”. Le ragazze in costume, e i giovani dei gruppi parrocchiali passano chili di amaretti e litri di malvasia. Salude, salude a tottus. Mons. Mario non ne rifiuta uno. Non sarebbe bello, la sua Ghilarza non lo meriterebbe. Ho un legame profondo con il mio paese e la mia Sardegna.
Questa giornata non la dimenticherà nessuno, e ormai nella di un paese di generali, ammiragli e vescovi. Mons. Cassari e il Card. Sodano firmano il registro d’onore e sigillano una giornata da raccontare. Adiosu Mario. Deus Cherzada
             Antonio Masala in “L’Unione Sarda”, lunedì 18 ottobre 1999.


Campane a festa per il Vescovo e l' Arciprete
Anche il cardinale Sodano alla prima messa da presule di monsignor Cassari


GHILARZA. «Vi porto il saluto del Santo Padre. Oggi sarei dovuto essere in Vaticano, ma ho chiesto al Papa che mi lasciasse passare la domenica a Ghilarza; oggi per me Ghilarza è più importante del Vaticano». Con queste parole, il cardinale segretario di Stato, Angelo Sodano, ha salutato i fedeli che ieri affollavano la chiesa parrocchiale per assistere alla santa messa. La prima officiata da monsignor Mario Roberto Cassari da vescovo, celebrata nella stessa chiesa dove trent'anni prima, era stato ordinato sacerdote. Rito che, presieduto dal cardi­nal Sodano, il neo presule ha concelebrato assieme ad altri vescovi e sacerdoti della diocesi.
Funzione che non è stata certo meno emozionante di quella di sabato pomeriggio al duomo di Oristano, nella quale monsignor Cassari è stato ordinato vescovo.
Parenti, amici e i tanti fedeli della diocesi che vi hanno partecipato, hanno vissuto la stessa emozione; gioia e commozione che, il giorno precedente, hanno accompagnato il sacro rito dell'ordinazione episcopale in tutte le sue fasi. Dal saluto di monsignor Pier Giuliano Tiddia, arcivescovo di Oristano, al solenne momento dell'imposizione delle mani da parte del cardinal Sodano e dei vescovi concelebranti, fino al discorso finale del neo preesule.
Al termine, il sindaco di Ghilarza, Tomaso Sanna, ha espresso al nunzio apostolico, a nome dell'amministrazione comunale e della cittadinanza, il più sincero augurio di un proficuo lavoro nelle terre che lo attendono: il Congo e il Gabon. Nel saluto di commiato, oltre al ringraziamento a tutti gli intervenuti, il neo vescovo si è rivolto a tutti i concittadini che, anche in quest'occasione, gli hanno rinnovato la stima e l'affetto di sempre.
Ancora una volta ha dimostrato la sua generosità, e di meritare la fiducia che i ghilarzesi gli accordano da sempre, devolvendo le offerte ricevute per le popolazioni bisognose della Bosnia Erzegovina e del Kosovo. Ma, soprattutto, ha ringraziato la madre, che anche ieri, come sabato, ha partecipato, visibilmente commossa, alla funzione. "Ti ringrazio per essere stata una donna semplice e spontanea - ha detto - per la tua pace interiore, identica nei momenti che ero presente e in quelli in cui ero lontano». Infine, l'ultimo saluto ai presenti: «Vi porterò nelle mie preghiere per poter essere nelle vostre». A metà novembre il nuovo nunzio apostolico partirà per le sue nuove destinazioni. In Congo, dove collaborerà con gli altri cinque vescovi nel loro impegno missionario, e nel Gabon, paese minato dalla guerra civile, dove è chiamato ad esercitare un'opera conciliatrice.

Ma ieri le campane del parrocchiale di Ghilarza hanno suonato a festa anche per un altro avvenimento: la promozione ad arciprete di don Salvatore Marongiu. Ad annunciarla è stato proprio 1'Arcivescovo, monsignor Tiddia. «Il vostro parroco è diventato monsignore. Chiamatelo così se notate che gli fa piacere. Altrimenti, continuate a chiamarlo, come sempre, don Salvatore».
               da “La Nuova Sardegna” del 18 ottobre 1999