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BENVENUTO NEL SITO WEB

DELLA PARROCCHIA M.V.IMMACOLATA

IN GHILARZA

 

 

 

L'EDIZIONE ESTIVA DEL GIORNALINO
"GHILARZA"
E' ON LINE !!!

Carissimi affezionati frequentatori di questo sito siamo lieti di comunicarvi che anche quest' estate il giornalino, pur tra molte difficoltà, è andato in porto.
Vorremmo invitarvi a leggerlo tutto perchè è particolarmente ricco di articoli interessanti e di accogliere con benevolenza alcune considerazioni qui di seguito.
Sia il Sito Web che il giornalino "GHILARZA" sono nati per essere  voce della Parrocchia e strumento di evangelizzazione, formazione ed informazione. Perchè possano raggiungere questi scopi bisognerebbe che tutti si sentissero coinvolti e collaborassero. Per tenerli aggiornati invitiamo i gruppi parrocchiali a inviare le notizie che li riguardano, per tempo  e in maniera esaustiva. Capita, invece, che sia solamente il parroco ed un'altra sola persona ad occuparsene per cui molte notizie non vengono pubblicate e, per quel che riguarda il giornalino, si deve fare tutto di corsa perchè i pochi articoli spediti, arrivano sempre all'ultimo momento. Il risultato è particolarmente evidente in questo ultimo numero, dove l'impaginazione lascia molto a desiderare, ci sono dei tratti mancanti, delle ripetizioni, la qualità della stampa non è buona, ecc. Vi invitiamo, chi può, a leggerlo sul sito, dove i colori lo rendono molto più picevole e molti errori sono stati corretti.Si ringrazia Pino Pelligra che, pur tra  problemi di salute e impegni vari, ha stampato il giornalino, in tempo per  domenica  13 luglio.
Si ricorda ancora che per aprirlo sul sito bisogna andare sulla pagina:"GIORNALINO" del menù, sulla sinistra dell'homepage, poi bisogna cliccare sulla scritta in corrispondenza dell'immagine del giornalino . Si apre la finestra di Adobe Reader e bisogna cliccare ok  per "Apri" e non per "Salva". A questo punto bisogna attendere con pazienza finchè compare il file in formato PDF che si presenta  a "cascata" e non " a libro" come il cartaceo.
BUONA LETTURA E BUONA ESTATE

 

 

A.A.ATTENZIONE     PREGO!!!

 

Suor Antonietta e il team delle animatrici informa che da martedì 1 luglio fino alla fine del mese presso i locali dell'ex Cottolengo, si svolgerà la
"ESTATE RAGAZZI"
secondo le modalita' specificate nella locandina.

BUONA ESTATE RAGAZZI!!!

 

 

 

 

 

DOMENICA DELLA SS.TRINITA'

 

Come da tradizione la Domenica della SS. Trinità è dedicata nella nostra Parrocchia alla celebrazione delle "Prime Comunioni".

45 bambini e bambine riceveranno Gesù per la prima volta e faranno festa. La festa dell'Amore .

 Ci fidiamo e ci affidiamo all'amore come forma di Dio, forma dell'uomo, forma del vivere. È ciò che propone la festa della Trinità: Dio non è in se stesso solitudine ma flusso d'amore che riversa verità, intelligenza vita oltre sé, fuori di sé.
Nella Trinità c'è un progetto bellissimo per noi: è possibile raggiungere la nostra piena umanità e felicità, nella comunione. La Trinità è lo specchio del nostro cuore profondo, e del senso ultimo dell'universo. Davanti alla Trinità, ci sentiamo piccoli ma convocati a creare legami.
Piccoli ma abbracciati, come questi bambini: abbracciati dentro un vento in cui naviga l'intero creato e che ha nome AMORE.

E' questo l'augurio che facciamo ai nuovi comunicandi: che l'Amore viva in loro per tutta la vita!

 

 

 

Il 31 ottobre 2013 Papa Francesco proclamava Venerabile Madre Celestina Bottego che 70 anni fa aderì alla volontà del Signore rispondendo  "SI" alla richiesta di dare inizio al "Ramo Femminile" dei Missionari Saveriani con le "Missionarie di Maria-Saveriane"  (Leggi l'articolo di lato)

 

 

 

PASQUA DI RISURREZIONE

 

Buona  Pasqua

"Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore, di generazione in generazione"

Celebriamo in questa santa notte la Veglia Pasquale, la "Madre" di tutte le veglie. In essa, come canta l'Exultet, si ripercorre il cammino dell'umanità, dalla creazione fino all'evento culminante della salvezza, che é la morte e la resurrezione di Cristo.
La luce di colui che é "risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti "rende chiara come il giorno" questa notte memorabile. Una "notte di veglia in onore del Signore".
La Veglia pasquale, così ricca di simboli e di testi biblici é memoria orante nella rievocazione dei mirabilia Dei e annuncio del pieno compimento delle antiche promesse. La memoria dell'opera di Dio culmina nella resurrezione di Cristo. Intravediamo così, in questa notte pasquale, l'alba del giorno che non tramonta più, il giorno di Cristo risorto, che inaugura la vita nuova, "i cieli nuovi e la terra nuova".
In questa notte la Chiesa contempla se stessa, si riconosce come il grande popolo di Dio in cammino.
Rinnoviamo in questa notte  la nostra fedeltà a Colui che ci ha scelto e a Lui affidiamo con generoso impegno la nostra vita, rinnovando le promesse del nostro Battesimo. E se questo impegno può apparirci gravoso ricordiamo le parole del Risorto:" Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".
Certi della sua presenza non temiamo allora nessuna difficoltà e nessun ostacolo. La sua Parola ci illumina; il suo corpo e il suo sangue é nutrimento e sostegno nel cammino quotidiano verso l'eternità.
Al nostro fianco resta sempre Maria, come fu presente tra gli apostoli impauriti e sbandati nell'ora della prova. E con la sua fede Ella ci indica, al di là della notte del mondo, l'aurora gloriosa della resurrezione.

Signore Gesù, hai condiviso la debolezza umana,

ti sei consegnato nelle nostre mani,

ti sei lasciato crocifiggere,

ma poi hai affrancato te stesso e noi dalla morte

per ridarci vita col tuo soffio vitale.

Il tuo breve sonno di morte ci liberi dai nostri colpevoli torpori.

Sorgi, Signore, allontanaci dalla banalità di una vita inconsistente,

dalla frivolezza che svilisce e ci impedisce di sollevare lo sguardo,

di scorgere il tuo volto d'amore e il volto del fratello.

Dio della vita, rimuovi la pietra dei nostri egoismi,

che soffoca la speranza e schiaccia gli entusiasmi,

e chiude il cuore al perdono.

Risuscita in noi la gioia, la voglia di vivere, il desiderio di sognare.

Facci persone di risurrezione che non si lasciano fiaccare dalla morte,

ma conservano sempre un germe di vita in cui credere.

Signore, donaci di seguire i tuoi passi

perché dove si posano i tuoi piedi

sempre germogliano e fioriscono bulbi di speranza.  Amen
(Omelia di don Salvatore in occasione della Veglia Pasquale 2014)

 

 

 

 

VENERDI'SANTO

 

 

«Ogni volta che il sacrificio della croce “col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato” (1Cor 5,7) viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera della nostra redenzione. E insieme, col sacramento del pane eucaristico, viene rappresentata e prodotta l’unità dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in Cristo (cf. 1Cor 10,17)» (Lumen Gentium 3).

Sulla croce, infatti, è stato offerto l’unico e perfetto sacrificio che ha portato la salvezza al mondo intero, tanto che l’apostolo Pietro può affermare: «Non siete stati redenti con oro o argento, beni corruttibili…ma col sangue prezioso di Cristo, agnello immacolato e incontaminato» (
1Pt 1;18-19). Il credente non appartiene dunque a se stesso, perché egli è stato comprato da Cristo “a caro prezzo” (cf. 1Cor 6,20). Colui che Giovanni Battista aveva indicato alla folla e ai suoi discepoli come l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (cf. Gv 1,29) è Cristo, «agnello senza difetti e senza macchia» (1Pt 1,19). È lui che viene offerto sull’altare della croce quale vittima innocente e immacolata; è lui che «pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono» (Eb 5,8-9).

Maria, sua madre, è la serva obbediente che ha vissuto nella totale sottomissione alla volontà di Dio e ha seguito il suo figlio fino al Calvario. «Ai piedi della croce Maria partecipa mediante la fede allo sconvolgente mistero di questa spoliazione. È questa forse la più profonda kenosi della fede nella storia dell’umanità. Mediante la fede la madre partecipa alla morte del Figlio, alla sua morte redentrice; ma, a differenza di quella dei discepoli che fuggivano, era una fede ben più illuminata.

Sul Golgota Gesù mediante la croce ha confermato definitivamente di essere il “segno di contraddizione”, predetto da Simeone. Nello stesso tempo, là si sono adempiute le parole da lui rivolte a Maria: “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”» (Giovanni Paolo II, Redemptoris mater 18). Per tutti i discepoli di Cristo onorare la passione del Signore vuol dire «guardare con gli occhi del cuore Gesù crocifisso, in modo da riconoscere nella sua carne la propria carne» (Leone Magno, Discorso 15 sulla passione del Signore).
Dal Sussidio Quaresima-Pasqua 2014, a cura dell'Ufficio Liturgico Nazionale CEI

 

GIOVEDI'  SANTO

 

 


 

Il Giovedì Santo la Chiesa celebra il rito della benedizione degli olii santi durante la Messa del Crisma e con la memoria della Cena del Signore, inizio del Triduo Santo, entra nel vivo delle festività pasquali.
Nel corso della Messa Crismale dello scorso anno papa Francesco diceva: «Gesù parla in silenzio nel mistero dell’Eucaristia e ogni volta ci ricorda che seguirlo vuol dire uscire da noi stessi e fare della nostra vita non un nostro possesso, ma un dono a Lui e agli altri…

Nella Chiesa, ma anche nella società, una parola chiave di cui non dobbiamo avere paura è “solidarietà”, saper mettere, cioè, a disposizione di Dio quello che abbiamo, le nostre umili capacità, perché solo nella condivisione, nel dono, la nostra vita sarà feconda, porterà frutto». La sorgente di questo dono per la Chiesa e per ogni singolo credente è la Mensa Eucaristica nella quale la comunità radunata nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito, ripete il gesto compiuto da Gesù con l’istituzione del Sacramento dell’Altare.
Il comando di Gesù rivolto ai suoi discepoli chiamati a perpetuare quanto da lui stesso compiuto nel cenacolo si prolunga poi nel segno della lavanda dei piedi, tanto che lo stesso Maestro e Signore dice ai suoi commensali: «Vi ho dato l’esempio perché come ho fatto io facciate anche voi» (
Gv 13,15). Così facendo pone una relazione profonda e indisgiungibile tra l’Eucaristia, sacramento della sua offerta sacrificale al Padre per la salvezza del mondo, e il comandamento dell’amore che si traduce nel servizio incondizionato, sino al dono della vita, ai fratelli.
Dall’Eucaristia la Chiesa trae la sua origine permanente e all’Eucaristia essa deve fare ritorno in ogni istante della sua esistenza e della sua missione perché possa essere e crescere secondo il pensiero e il disegno di Dio. Del resto «la Chiesa è stata fondata, come comunità nuova del Popolo di Dio, nella comunità apostolica di quei dodici che, durante l’ultima cena, sono divenuti partecipi del corpo e del sangue del Signore sotto le specie del pane e del vino. Cristo aveva detto loro: “Prendete e mangiate...”, “prendete e bevete”. Ed essi, adempiendo questo suo comando, sono entrati, per la prima volta, in comunione sacramentale col Figlio di Dio, comunione che è pegno di vita eterna.
Da quel momento sino alla fine dei secoli, la Chiesa si costruisce mediante la stessa comunione col Figlio di Dio, che è pegno di pasqua eterna» (Giovanni Paolo II, Dominicae cenae 4).

Dal Sussidio Quaresima-Pasqua 2014, a cura dell'Ufficio Liturgico Nazionale CEI

 


 

 

 

 


 

In occasione del cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II nella nostra parrocchia il Parroco Monsignor Salvatore Marongiu tiene una serie di incontri di catechesi, aventi appunto come tema il Concilio Vaticano II.

Gli incontri si tengono 2 volte al mese, il lunedì alle ore 18 nei saloni parrocchiali e sono destinati a tutti i membri dei diversi Gruppi parrocchiali, ai catechisti e a tutti coloro che intendono ampliare le proprie conoscenze in materia di religione. Tutti gli adulti sono quindi invitati.
Cliccando sull'indirizzo web sottostante si accede al testo di tutti i documenti conciliari in diverse lingue.
www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






 

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